Le lezioni di Riccardo Muti

Sono stato estremamente felice di trovare in edicola questa serie di dvd&cd ognuno dei quali contiene una lezione-concerto di Riccardo Muti. Per fortuna gli editori, di tanto in tanto, per vendere le loro carte imbrattate di sciocchezze varie, di gossip e politica, promuovono anche (ma involontariamente, credo) qualche bella iniziativa.
Finora sono uscite le prime due lezioni, la prima sulla Symphonie Fantastique (Lucio gioisce in questo momento) la seconda sul “melologo” Lelio, o il ritorno alla vita, entrambe composizioni di Berlioz.
Dopo una breve introduzione il maestro Muti presenta i vari brani sottolineandone le caratteristiche e dirigendo l’orchestra “a voce alta”, un’esperienza che se non si è musicisti è veramente difficile da vedere. Ma è soltanto così che si capisce l’importanza del direttore d’orchestra, e quanto sia determinante per imprimere sentimento all’interpretazione. Capacità che Muti ha in sommo grado, e si sente. In quest’epoca di buffoni – e quel che è peggio di intellettualoidi fasulli, vedi Baricco che scimmiottando degnamente il suo compare Kundera dice che “la Nona sinfonia è un’opera sopravvalutata” – ecco, in un’epoca di siffatti “intellettuali”, fa veramente piacere vedere invece un uomo veramente colto e intelligente come Muti.
Nella lezione su Lelio ha anche letto dei passi molto belli e azzeccati, che forse vale la pena di riportare, uno tratto dal Mercante di Venezia,
«Perciò il poeta immaginò che Orfeo smuovesse gli alberi, le piene e i fiumi, poiché non c’è nulla di così insensibile, duro, rabbioso di cui la musica non cambi l’indole, mentre che dura. L’uomo che non ha alcuna musica dentro di sé, che non si sente commuovere dall’armonia di dolci suoni, è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine. I moti del suo animo sono foschi come la notte, i suoi appetiti neri come l’Erebo. Non vi fidate di un uomo siffatto
E l’altro dalla Tempesta, sempre di Shakespeare:
«I nostri svaghi sono finiti. Questi nostri attori, come già vi ho detto, erano tutti degli spiriti, e si sono dissolti in aria, in aria sottile. Così, come il non fondato edificio di questa visione, si dissolveranno le torri, le cui cime toccano le nubi, i sontuosi palazzi, i solenni templi, lo stesso immenso globo e tutto ciò che esso contiene, e, al pari di questo incorporeo spettacolo svanito, non lasceranno dietro di sé la più piccola traccia. Noi siamo della stessa sostanza di cui son fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno
Che dire di più?
Lunedì prossimo invece esce la lezione sulle Quattro stagioni dai Vespri di Verdi. Se assieme al dvd vi costringono a comprare anche qualche giornale, comprate quello che costa di meno… e poi buttatelo; l’importante è che non perdete tempo a leggerlo.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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