Quando penso a Tosca penso all’opera d’arte per eccellenza, e senza dubbio ad una delle vette assolute della cultura europea. Ma in questa nuova produzione in scena a Caracalla, l’opera è stata completamente rovinata e svilita, tanto che mi sento in dovere di dare un breve resoconto dell’accaduto onde prevenire il pubblico da troppe illusioni (dato che i giornali come al solito si sono rivelati completamente inutili o vergognosamente accondiscendenti).
L’interpretazione dell’altra sera (31 luglio) è stata una delle più squallide che abbia mai visto. Ecco alcuni dei motivi: uno scenario assurdo e spersonificante, movenze teatrali totalmente fuori tempo rispetto alla musica, direzione d’orchestra fiacca e stanca, il tenore principale che evidentemente non cantava in italiano (è la prima volta che sono stato contento per la fucilazione di un Cavaradossi), Scarpia vestito da prete e ucciso con una “crocefissata” in pancia, una Tosca rosa e fucsia ridicolmente addobbata con brillantini catarifrangenti, che infine si suicida (nessuno ha capito come) accasciandosi su Cavaradossi.
Di certo il maggior responsabile delle bruttezze che si sono viste è il regista, Franco Ripa di Meana. Fortunatamente il pubblico è stato molto più saggio dei giornali: quasi nessuno ha applaudito, anzi molti se ne sono andati via prima della fine, e i cantanti – a parte Tosca e Cavaradossi – non si sono neanche presentati per gli applausi finali.
Ripa di Meana ha giustificato alcune delle sue trovate con una serie di dichiarazioni una più sciocca dell’altra: «Puccini non voleva che Tosca morisse». È vero che per un po’ l’ha pensato, ma alla fine si è convinto per il finale che tutti conosciamo e quello e soltanto quello bisogna rappresentare. È normale che nella creazione di un’opera ci siano tante correzioni e ripensamenti, ma alla fine è il risultato finale che conta e che bisogna giudicare. Poi sul fatto che «Puccini fosse un mangiapreti» è una ipersemplificazione da bar dello sport. Puccini era anche amico di un prete e poi, se Ripa di Meana non lo sapesse, ha pure scritto Suor Angelica. Quindi se Ripa di Meana vuole mettere in scena un’opera anticlericale la scriva egli stesso, e non vada storpiando i capolavori altrui.
Siccome è sempre brutto criticare (ma in questi casi purtroppo anche necessario), voglio ricordare, in antitesi, una delle più belle produzioni di Tosca di sempre, anche se molti di voi già la conosceranno: quella interpretata da Maria Callas, con Tito Gobbi nel ruolo di Scarpia. In video è disponibile solo il secondo atto, mentre su CD si trovano diverse incisioni integrali con differenti direttori d’orchestra. Comunque, il secondo atto, visibile su youtube, è sufficiente per rendersi conto della perfezione teatrale di quest’opera e della grandezza insuperata di questi due rimpianti interpreti.