L’italiano medio e l’oboista – Un breve commento alla lettera di Celli

Scrivo dalla Germania dove attualmente sto usufruendo di una borsa di studio di alcuni mesi. Mi è giunta voce dall’Italia che la lettera di Giorgio Celli ha suscitato un grande dibattito sulla situazione italiana e le prospettive dei giovani. Rispondo brevemente per non deprimermi troppo e per non perdere troppi amici.

Gli italiani hanno una responsabilità enorme sullo stato attuale delle cose, e il problema è che molti non se ne rendono neanche conto. Anche la maggior parte di quelli che hanno scritto commenti pieni di “lamenti e pianti” su quanto è brutta l’Italia, con ogni probabilità hanno nel loro piccolo responsabilità assolutamente non trascurabili. Sarebbe troppo lungo (e forse impossibile) fare un’analisi dettagliata su queste specifiche responsabilità, ma voglio portare almeno un esempio che sicuramente non troverete sui giornali. Prendiamo un bravo oboista. Un bravo oboista, per poter esercitare degnamente la sua arte ha bisogno di un’orchestra. L’orchestra ha bisogno di un adeguato pubblico per potersi mantenere. Ora prendiamo un Italiano medio. L’italiano medio, se ha venti euro e vuole ascoltare musica non va a sentire una sinfonia, ma si compra un disco di musica leggera, per es. la Pausini, Ramazzotti, Ligabue ecc. Ora quei venti euro moltiplicati per diversi milioni di italiani porta a una cifra considerevolissima, tale che Pausini, Ramazzotti, Ligabue & co. hanno dei bei fuoristrada, grandi villoni, servitù ecc., mentre il bravo oboista rimane DISOCCUPATO, ovvero tira a campare dando lezioni di musica oppure, appunto, se ne va all’estero, per esempio in Germania dove ci sono molte più orchestre che in Italia. Questo è un esempio di come l’Italiano medio usa il proprio portafoglio per UMILIARE le persone di valore presenti nel nostro paese.

Tanto per dirne un’altra: tutta la spazzatura che vendono in edicola –giornali scandalistici, calendari di donne nude, riviste di motori, riviste sportive–, chi la finanzia? L’italiano medio. L’italiano medio, che col suo bravo portafoglio va a DARE LAVORO a paparazzi, gossippari, giornalisti mediocrissimi, prostitute d’alto bordo, i loro manager… cioè tutte persone che col loro mestiere NON FANNO NULLA per portare benessere, né materiale né spirituale al nostro Paese. Le persone che foraggiano questi mestieri, mi dispiace dirlo, sono spesso le stesse persone che poi si lamentano di come va l’Italia, credendo di avere l’animo immacolato perché magari fanno solo gli impiegati. E non voglio parlare ora di coloro le cui facoltà mentali sono talmente ottenebrate da ACCETTARE di essere governati da una classe dirigente CORROTTA.

Che fare, dunque? da dove ricominciare? Il problema fondamentale da comprendere e risolvere per poter ripartire è che OGGI L’ITALIA E’ UN REPUBBLICA FONDATA SULLA TELEVISIONE. Perché è la televisione che detta i valori, i modelli di comportamento, e il metro di giudizio sulle questioni fondamentali della vita; da piu’ di cinquant’anni. Il punto di partenza quindi deve e non può essere che questo: bisogna togliere dalle case i televisori; l’ho già ripetuto e argomentato diffusamente nel mio romanzo. Se è vero che ci sono degli italiani “antiberlusconiani”, allora lo dimostrino sul serio accettando questa prova. Io l’ho già fatto da più di quattro anni.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

2 pensieri riguardo “L’italiano medio e l’oboista – Un breve commento alla lettera di Celli

  1. Salve Marco,cercando alcune informazioni in rete su Rossini e Wagner (e ascoltando L'italiana in Algeri) mi sono imbattuto nel suo blog. Ho letto alcuni post e ho deciso di lasciare un commento a questo, anche se risalente a un paio di mesi fa'. Mi trovo perfettamente d'accordo con lei!E' esattamente quel che penso io: troppo comodo fare gli antiberlusconiani e sentirsi la coscienza pulita, salvo poi ascoltare pessima musica, guardare pessimi film, leggere pessimi libri. Nella società in cui lavoro per esempio, tutti antiberlusconiani, tutti laureati, a volte discuto con alcune colleghe sentendole parlare di quello che a loro piace: quello che posso dire è che, anche nelle persone di livello culturale medio-alto, si segue solo la (non aurea) mediocritas. Se oso citare grandi scrittori, poeti, musicisti, filosofi… vengo accusato di volta in volta di essere uno snob, di avere molta spocchia intellettuale, di parlare da arrogante… Anche la borghesia progressista guarda verso il basso, non verso l'alto. Parlano di cultura ma ti considerano un pazzo se non leggi Ammanniti, parlano dei problemi della scuola ma le loro menti si nutrono dell'opinionismo di massa di programmi quali il Maurizio Costanzo Show, dicono che in Italia tutto va male ma loro sono i primi ad alimentare questa decadenza culturale. Sicuramente la televisione ha gran parte della colpa, ma esistono anche altri fattori. Non voglio dilungarmi troppo facendo diventare un post questo che è solo un commento. Ogni tanto è piacevole incontrare qualcuno con le proprie idee. Cordialmente, Michelangelo.PS: in un altro post, scrive dell'ignoranza di quanti parlano della presunta superiorità dei compositori puri tedeschi rispetto agli operisti italiani. Tra gli esempi di importanti personaggi che privilegiavano i secondi rispetto ai primi, può inserire anche Carmelo Bene, il quale considerava Rossini superiore alla tedesca razionalità di Bach!

    "Mi piace"

  2. Grazie molto per il suo commento, dà coraggio vedere di non essere soli in un periodo in cui quasi tutti puntano in basso. Per quanto riguarda la tv, penso che toglierla dalla vita sociale italiana sia un primo passo verso una società più decente. Un passo non sufficiente, ma – ne sono abbastanza convinto – necessario; cercherò di spiegare meglio le mie ragioni in qualche prossimo post.Intanto un saluto, e buon Rossini!

    "Mi piace"

Lascia un commento