Cercando delle commedie di Goldoni in dvd, sono rimasto colpito dal fatto che in tutte le biblioteche comunali di Roma sono presenti soltanto 19 titoli, che escludendo i doppioni si riducono alla misera cifra di 9. Facendo una rapida ricerca sul web si vede chiaramente che questi nove titoli corrispondono purtroppo a tutto ciò che offre il mercato italiano. Un po‘ poco. Anzi veramente pochissimo considerando che Carlo Goldoni ha scritto oltre 150 tra commedie e libretti di opere buffe (musicate tra gli altri da Galuppi, Mozart e Haydn). In particolare la “Raccolta completa delle commedie di Carlo Goldoni” (1831) conta 123 titoli, e tutte di livello comparabile, cioè di altissimo livello, perché in tutte c’è la stessa cura e la stessa arte (cosa che posso testimoniare personalmente per la quarantina che ho letto). E, se non vi fidate di me, penso basti ricordare che Schopenhauer le aveva lette tutte quante, come si può dedurre da un passo del Mondo come Volontà e Rappresentazione, dove pone “tutti i drammi del Goldoni” al di sopra di quelli di Schiller. Ed anche Goethe ne era un aperto ammiratore, come risulta dal Viaggio in Italia, quando parla delle Baruffe Chiozzotte, e dal fatto che ha scritto anche lui un Torquato Tasso, riprendendo chiaramente la trama dell‘omonimo dramma di Goldoni.
Insomma, anche a volere selezionare le “migliori 50 commedie” (cioè solo un terzo della produzione), stiamo ben oltre quello che si può vedere in dvd, o quello che si vede a teatro dove gira sempre la stessa manciata di titoli.
La cosa poi ancora più sconfortante è che la qualità delle regie è quasi sempre pessima – di tutte quelle che ho visto in dvd, solo tre sono a mio avviso eccellenti: “I Rusteghi” e “Sior Todero Brontolon” con lo straordinario Cesco Baseggio, e “Le baruffe chiozzotte” con la regia di Strehler. Le altre al contrario sono perlopiù inguardabili, l’ultima che mi è capitato di vedere è “La bottega del caffè” con la regia di Edmo Fenoglio. Questo poveruomo di Fenoglio, – che fa di tutto per storpiare, abbruttire, calpestare e storpiare il testo della commedia –, si può prendere come esempio del tipico regista “moderno“, la cui ristrettezza mentale impedisce di comprendere la vera bellezza artistica di un‘opera d’arte. Il suddetto Fenoglio, mostrando gran carità, si prodiga per “migliorarla” e “aggiornarla“. Nella fattispecie, le migliorie apportate a questa Bottega del caffè consistono nelle seguenti geniali trovate:
1) Taglio di parti importanti dei dialoghi (perché sennò la commedia sarebbe stata troppo lunga?)
2) Dilatazione assurda dei tempi di recitazione (sennò sarebbe stata troppo corta?); esempio: anche una battuta semplicissima e di transizione come questa «Ho aperto questa bottega e voglio vivere onoratamente» è recitata così faticosamente che l’attore sembra stia spostando un macigno.
3)Arricchimento della scena con Arlecchini che fanno la carriola e altre buffonate senza senso che non c’entrano nulla col testo, mentre nel frattempo gli attori recitano (e non sia mai che gli spettatori li stiano a sentire senza distrazioni…).
4)Trappola è tramutato in Arlecchino, mentre dovrebbe rappresentare anch’esso un personaggio reale (il garzone pigro a cui Ridolfo dà buoni consigli).
5) L’italiano di Goldoni è modificato: per renderlo più moderno? no! ingenui: per invecchiarlo!! Per cui, per esempio, sentiamo dire “sofferire” mentre Goldoni aveva scritto “soffrire”… Vi risparmio le altre amenità.
Quando vedo queste schifezze penso che Goldoni è poco rappresentato ed ha poco successo (rispetto a quello che potrebbe avere) per il semplice fatto che è rappresentato male. Un ragazzo, o semplicemente una persona semplice, che non conosce bene il teatro, dopo una rappresentazione del genere esce dal teatro dicendo “Che noia questo Goldoni”, quando la causa della noia è solo il regista. Sono convinto che la maggior parte della gente si accontenta delle sciocchezze di un Panariello semplicemente perché non conosce di meglio – e sono ultraconvinto che anche un fruttivendolo può apprezzare Goldoni, se è ben recitato.
Per concludere invece volevo aggiungere due parole sulle opere musicali con libretti di Goldoni. Anche queste sono difficilissime da trovare (e ancor più da vedere dal vivo), però posso segnalare almeno qualche titolo reperibile. Il primo è “La finta semplice”, con musiche di un Mozart quattordicenne ma già incredibilmente bravo nel saper rendere tutte le sfumature del testo; la versione che conosco è cantata molto bene e si trova nell’opera omnia di Mozart in cd, quella uscita nel 2006 per il 250 anniversario della nascita. Un’altra registrazione carina, sempre su cd, è il Filosofo di Campagna musicato da Baldassarre Galuppi (che però contiene molti tagli). Poi c’è Lo Speziale di Haydn in dvd, con l’ottimo Luigi Alva nel ruolo del protagonista. Infine di recente ho scoperto grazie a youtube che Salieri ha musicato un libretto tratto da La Locandiera, il brano che trovate nel link mostra che la musica è davvero bella e pure l’esecuzione è eccellente.
Ho scritto questo post con la speranza di stimolare l’interesse di qualcuno per una delle nostre più grandi glorie nazionali, e che magari, chissà, si possa tornare a vedere sui palcoscenici qualcuno di questi gioielli dimenticati.