L’opera e gli operai

Ieri Napolitano ha firmato il decreto Bondi sulla riorganizzazione degli enti lirici e sinfonici. Non voglio qui entrare nel merito del decreto che non conosco nel dettaglio, e che non potrei comprendere neanche leggendolo tutto poiché non sto all’interno del sistema cui si riferisce. Parlo quindi semplicemente da appassionato di musica e da frequentatore di teatri. In particolare volevo rispondere ad alcuni commenti che ho letto sul web e che probabilmente corrispondono a opinioni in qualche modo diffuse: qualcuno si chiede perché si debbano dare soldi alle fondazioni liriche, alle orchestre, ai teatri eccetera quando ci sono operai in cassa integrazione, fabbriche che chiudono, lavoratori sottopagati e via dicendo.

La risposta è semplice per chi apprezza il valore dell’arte, ma forse incomprensibile per chi vive di solo mangiare, bere e accoppiarsi: preservare l’arte, e quindi gli artisti, è un dovere inalienabile della nostra – di ogni – società civile perché c’è in gioco la nostra identità culturale e, senza esagerare, il senso stesso della nostra esistenza. A che servirebbero tutte le industrie del mondo per un popolo di analfabeti? a cosa la ricchezza più copiosa senza la capacità di impiegarla in qualcosa di nobile e di elevato. In una parola senza l’arte. Si potrebbe dire con Crisippo “stulto nulla re opus est – nulla enim re uti scit” (allo stolto non serve nulla, tanto nulla sa usare).

In particolare i teatri, che siano di prosa o di lirica, sono il luogo d’incontro d’eccellenza per ogni persona colta e sensibile, cioè, con gli inevitabili gradi differenziali, si spera di ogni cittadino. Povero è quel paese in cui a teatro ci vanno solo i ricchi o una piccola cerchia di intellettuali. Anzi i finanziamenti pubblici dovrebbero proprio servire per poter abbassare i prezzi dei biglietti e poter permettere soprattutto ai giovani, agli studenti e alle classi più povere di poter andare a teatro senza una spesa eccessiva. Qui a Berlino, dove sto in questi mesi, c’è per esempio un’ottima iniziativa chiamata Classic Card che permette a tutti i giovani al di sotto dei trent’anni di prendere i migliori posti disponibili un’ora prima della recita a soli 10 euro per le opere, e 8 per i concerti: all’Opera di Roma il posto più economico per uno studente è la piccionaia a 17 euro (anche se i posti in prima fila restano vuoti). Promuovere queste iniziative penso sia di vitale importanza anche in prospettiva del futuro.

Chi dice che prima bisognerebbe pensare alle fabbriche e ai sottopagati non capisce che con questo ragionamento il teatro non sarebbe mai esistito – senza peraltro risolvere granché perché quelli sonno problemi che vanno completamente oltre il teatro. Qualcuno potrebbe obbiettare che i soldi sono mal spesi. E’ vero esistono anche gli impostori, persone ignoranti e senza scrupoli che grazie a doti truffaldine riescono a diventare famosi e magari ad usurpare la nomea di artista: ma allo stesso tempo ci sono molti altri che dedicano effettivamente la vita all’arte, magari anche umilmente, e vanno protetti. E’ inevitabile che qualche parte dei soldi pubblici finisca in tasche poco degne, ma non per questo si può penalizzare tutta la categoria, sarebbe come dire “in Italia c’è chi non paga le tasse, allora radiamola al suolo”. Sicuramente ci sono cose da migliorare nell’assegnazione dei soldi, ma questo è un altro discorso. Quello che è sicuro è che abbiamo un patrimonio di valore inestimabile che dobbiamo proteggere e anzi valorizzare: per chi non lo sapesse qui a Berlino un’opera su due è italiana, e spesso i direttori e i cantanti migliori sono italiani, e tutte le sere c’è il tutto esaurito. A Verona, Pesaro, Caracalla vengono da tutto il mondo per vedere i nostri allestimenti, lo sanno tutti meno che noi.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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