Bella rappresentazione ieri (16/07/2010) alle terme di Caracalla dell’Aida di Verdi, opera della quale lo stesso Tchaikowski disse di esserne stato “rapito”. Senz’altro il protagonista indiscusso del cast di ieri sera è stato il direttore d’orchestra, Daniel Oren, che ha offerto uno spettacolo nello spettacolo. La sua direzione è stata infatti sempre attenta e puntuale lungo tutta quanta la performance, e ha spronato (talvolta platealmente) l’orchestra a dare tutta se stessa quando ce n’era bisogno (sulla marcia trionfale ha più volte fatto dei segni alle trombe come a dire “Non vi sento, crescete!”). Anche dirigendo il canto della solista, il soprano Raffaella Angeletti, si è mostrato molto sensibile e attento nel guidarla sulla giusta interpretazione dinamica del pezzo. L’impressione è stata però che l’Angeletti, molto brava sui piano e i pianissimo, non avesse poi una voce sufficientemente potente per reggere i crescendo, e forse è mancato questo per arrivare al calore dell’emozione. Viceversa il pubblico, nonostante il caldo (o forse proprio a causa del caldo) si è dimostrato un po’ freddo negli applausi.
Il tenore, Alberto Mastromarino, mi è parso in generale bravo ma con qualche carenza nella recitazione e un po’ in difficoltà con la voce nel finale. A discolpa dei cantanti forse si possono addurre l’umidità e l’acustica che all’aperto, in un ambiente poi così grande, sicuramente non è il massimo.
E devo aggiungere che anche per l’ascoltatore, soprattutto se non è abbastanza ricco da potersi permettere i posti più vicini (da 50 euro in su), un ambiente così grande e affollato non è l’ideale per gustare un’opera d’arte. Inoltre si è ormai diffusa questa sciocca mania del pubblico di far foto durante la rappresentazione (con tanto di “clic” sonori! che cafonaggine!), che distrae chi vuol seguire l’opera e distrugge l’incantesimo del teatro. Oltre al fatto che è espressamente vietato fare foto, mi chiedo: ma per quale motivo le fanno? quando si possono scaricare benissimo da internet o farle alla fine, al momento degli applausi.
Tornando all’opera, la regia che come nel 2008 è di Maurizio Di Mattia, è stata fedele al libretto e quindi buona; anche l’allestimento è lo stesso di due anni fa probabilmente per far fronte ai tagli (ad ogni modo meglio risparmiare sulle scenografie che sui cantanti). Ultima cosa da segnalare nelle repliche del 3 e 5 agosto ci sarà il soprano Amarilli Nizza, che sulla carta penso dovrebbe essere la migliore delle tre interpreti.