Anche stavolta il palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma ha portato un giovane alla ribalta, in questo caso si tratta del bravissimo tenore albanese Saimir Pirgu (29 anni), applauditissimo dal pubblico che l’ha praticamente costretto al bis nell’aria più celebre dell’opera, Una furtiva lacrima, dove Pirgu ha mostrato tutta la sua abilità tecnica e interpretativa. Detto per inciso fa piacere, soprattutto di questi tempi, vedere il teatro pieno e un pubblico così competente.
La regia non mi è piaciuta molto, la cosa buona è che non c’erano volgarità o forzature nella recitazione, però per il resto l’ho trovata un po’ troppo carnevalesca. Troppo spesso si confonde la commedia con la buffonata, i registi non capiscono che la commedia per far ridere deve anche essere credibile e “seria”; e per far ridere non basta certo l’uomo-forbice. Il difetto maggiore di questa messinscena è che snatura tutta l’ambientazione della storia: scenografia graziosa ma troppo neutra e astratta, vestiti poco aderenti ai personaggi, soprattutto quello di Dulcamara che necessitava di un tono più ostentatamente serio, mentre Belcore sembrava lo stereotipo del soldatino. Inoltre nella Furtiva lacrima l’attenzione andava lasciata tutta sul tenore, l’acrobata non c’entrava proprio nulla. Come esempio di regia invece riuscitissima segnalo l’ottima edizione in dvd con Alagna-Gheorghiu-Alaimo-Pidò.
A parte la musica di Donizetti, scritta incredibilmente in 14 giorni, merita due parole anche questo libretto straordinario firmato da Felice Romani: la storia è intrecciata benissimo, non ha punti morti e procede con naturalezza fino al tripudio finale dove si realizza l’amore tra i due protagonisti. I personaggi sono tratteggiati con finezza e ironia, in particolare le lezioni di marketing cialtronesco di Dulcamara sono attuali e spassosissime ancora oggi.
Tornando alla rappresentazione di Roma, da segnalare anche il soprano Adriana Kucerova (Adina), Fabio Maria Capitanucci (Belcore), e Alex Esposito (Dulcamara); molto buona anche la direzione di Bruno Campanella che si è attenuto ad un delfico “nulla di troppo”.
Altre tre repliche fino al 18 febbraio.
