La Bohème torna a Roma dopo otto anni

È sempre una grande emozione riascoltare quest’opera, che confesso apertamente essere una delle mie preferite. Mai, a mio avviso, nella storia della lirica si era trovata una forma così compatta, moderna, realistica e sognante allo stesso tempo, che riuscisse a coniugare comico e drammatico in un modo così drammaturgicamente perfetto. Da questo punto di vista soltanto le opere successive di Puccini sono giunte allo stesso livello di perfezione.
Nella produzione attualmente in scena al Teatro dell’opera di Roma spicca la presenza di voci molto potenti  ̶ Ramon Vargas (Rodolfo), Hiibla Gerzmava (Mimì), e Franco Vassallo (Marcello)  ̶  e dell’eccellente direttore newyorkese James Conlon. L’unico appunto che oso muovere al direttore è che forse in alcuni passaggi l’orchestra sovrasta un po’ troppo i cantanti  ̶ d’altra parte il suono dell’orchestra è veramente bello, equilibrato, smagliante, e assolutamente fedele allo spirito della partitura.
La regia, seppur non di Zeffirelli (sostituito per motivi di budget da Marco Gandini), risulta parecchio zeffirelliana, soprattutto nel senso di “classicheggiante”. Come atmosfera generale rispecchia abbastanza bene il clima della Bohème e per questo verso è senz’altro da lodarsi; meno bene invece nella recitazione, dove un occhio esperto poteva rilevare parecchi difetti, soprattutto per la sincronizzazione tra i gesti e la musica. Una delle qualità straordinarie della musica di Puccini è infatti la capacità di “pilotare” lo svolgimento scenico attraverso l’orchestrazione, per cui la partitura indica in maniera nettissima i punti chiave di ogni scena. Per esempio: nel primo atto, quando Mimì sviene e Rodolfo la asperge con un po’ d’acqua, l’arpa ha delle note pizzicate che indicano chiaramente gli schizzetti delle gocce, ma se l’attore compie il gesto prima della battuta dell’arpa tutto l’effetto chiaramente si perde  ̶  come appunto è successo ieri. Oppure quando Rodolfo prende la mano di Mimì (“Che gelida manina”), quel momento fatidico è indicato chiarissimamente dall’accordo di corni, clarinetti e arpa: Rodolfo non può prenderle la mano tre secondi prima! E poi un altro esempio nel secondo atto: l’abbraccio “a rallentatore” di Musetta e Marcello è indicato chiaramente dal rallentando orchestrale e dal relativo accordo finale a tutta orchestra, mentre per non so quale scelta registica si sono abbracciati… dopo. Poi un altro errore: troppo gesticolare inutile  ̶  nel terzo atto, quando Marcello parla con Rodolfo è tutto uno strattonarsi e spingersi francamente esagerato! Potrei continuare a lungo con gli errori di questa regia, ma penso di essermi spiegato a sufficienza: il regista sappia almeno che queste cose non passano inosservate, e se pure la maggior parte del pubblico non se ne accorge coscientemente, comunque le avverte. Poi la musica è talmente bella che fa dimenticare tutto… ma questo è un altro discorso.
Per completezza riporto qui sotto il cartellone:
Teatro dell’Opera di Roma, giugno 2011
La bohème
Musica di
Giacomo Puccini
Opera in quattro atti
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Direttore James Conlon
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Regia Marco Gandini
Scene Pierluigi Samaritani
Costumi Anna Biagiotti
Disegno luci Mario De Amicis
Interpreti
Rodolfo Ramòn Vargas (16, 18, 21, 23, 25) /
Stefano Secco (17, 19, 22, 24, 26)
Schaunard Vito Priante (16, 18, 21, 23, 25, 26) /
Guido Loconsolo (17, 19, 22, 24)
Benoit Matteo Peirone
Mimì Hibla Gerzmava (16, 18, 21, 23, 25) /
Carmela Remigio (17, 19, 22, 24, 26)
Marcello Franco Vassallo (16, 18, 21, 23, 25) /
Luca Salsi (17, 19, 22, 24, 26)
Colline Marco Spotti (16, 18, 21, 23, 25) /
Giovanni Battista Parodi (17, 19, 22, 24, 26)
Alcindoro Luca Dall’Amico
Musetta Patrizia Ciofi (16, 18, 21, 23) /
Ellie Dehn (17, 19, 22, 24, 25, 26)
Parpignol Luca Battagello (16, 19, 23, 26) /
Giordano Massaro (17, 21, 24) /
Vinicio Cecere (18, 22, 25)
Sergente Giampiero Pippia (16, 18, 21, 23, 25) /
Fabio Tinalli (17, 19, 22, 24, 26)
Doganiere Riccardo Coltellacci (16, 18, 21, 23, 25) /
Antonio Taschini (17, 19, 22, 24, 26)
Venditore ambulante Francesco Giannelli (16, 18, 21, 23, 25) /
Pasquale Faillaci (17, 19, 22, 24, 26)
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA
Coro di voci bianche del Teatro dell’Opera di Roma diretto dal M° Gea Garatti Ansini
Allestimento del Teatro Massimo Bellini di Catania

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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