Riccardo III al Globe di Roma

È un Riccardo III in una veste moderna ma al contempo fedele al testo shakespeariano quello in scena fino al 18 settembre 2011 al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese, con la regia di Marco Carniti.
All’inizio, in verità, ho temuto che fosse una delle tante rivisitazioni fuori luogo all’insegna dell’assurdo, mentre poi, a dispetto di qualche adattamento e dei costumi “strani” ̶  i soldati sono vestiti da schermisti, Riccardo ha delle bardature che ricordano i film di fantascienza hollywoodiani  ̶ , a parte queste apparenze dicevo, che se non altro hanno il merito di dare un tocco più moderno alla messinscena, la recitazione è invece molto curata e fedele al senso del testo: sa cogliere sia la tragicità, sia l’ironia delle battute che il Bardo ha saputo frammischiare a questa storia di odio, cieca brama di potere, maledizioni, e orrendi delitti fratricidi, che portano Riccardo verso la corona e infine all’inesorabile morte solitaria in battaglia. 
“Chi di spada ferisce, di spada perisce”, e poi l’odio che attira l’odio, le maledizioni che si ritorcono contro chi le proferisce… questo testo shakespeariano è pieno di rimandi evangelici, spesso infranti o diabolicamente ribaltati, specialmente da Riccardo, quando, col manto della pietà, si finge agnello per esser più facilmente lupo. Sembra in effetti un laboratorio dove si mostrano le conseguenze di un comportamento opposto a quello predicato da Gesù.
Ottimi gli attori e la regia; gli unici due piccoli appunti che mi permetto di sollevare sono: la recitazione di Margherita, troppo caricata (nonostante sia stata molto applaudita dal pubblico, ma è la moda del periodo); e la scena dell’incoronazione di Riccardo, forse recitata in modo un po’ troppo farsesco ̶ per quanto abbia effettivamente una fortissima carica sarcastica nei confronti delle connivenze tra potere e chiesa (una foto a caso… nessuno voglia pensare male!). Superba Sandra Collodel nel ruolo della regina Elisabetta, bravissimo e carismatico Maurizio Donadoni nei panni del perfido protagonista. Molto azzeccate infine le musiche, anch’esse a metà tra il classico e il moderno, con i primi tre accordi della Forza del destino da una parte (dove Verdi è più shakespeariano dei contemporanei di Shakespeare!), e stacchi brutalmente percussivi dall’altra.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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