Note positive nonostante gli indegni

Dopo il post di ieri sul lato brutto della manifestazione, voglio controbilanciare con qualche nota positiva che pure si può vedere.
  • In molti paesi sotto la dittatura l’esercito spara sulla folla inerme e pacifica, noi invece siamo in un paese talmente civile che la polizia non ti spara neanche se gli tiri un sampietrino contro; questa pratica esemplare di non-violenza mi riempie di ammirazione e sono sicuro che darà i suoi frutti. Invito a questo riguardo a leggere l’intervista del carabiniere che ha rischiato di essere ucciso sulla camionetta poi data alle fiamme, e che nonostante tutto “non ha mai tirato fuori la pistola dalla fondina”. Una reazione più violenta infatti, per quanto assolutamente legittima, avrebbe offerto il destro a polemiche pretestuose e ignobili santificazioni (come è già successo con quel famoso teppista di Genova), ora invece non hanno proprio nulla contro cui appigliarsi.
  • Considerati i numeri della manifestazione c’erano al più 500/220.000=0,2% di violenti, e molti tra i pacifici hanno applaudito le forze dell’ordine e contribuito a isolare i violenti; perciò, considerando anche la tensione sociale, il livello di maturità della media è prevalentemente molto buono.
  • Questo paese ha vissuto il terrorismo, mentre l’altro ieri non c’è stato, per fortuna, nemmeno un morto.
  • Tutti i politici, anche dell’opposizione hanno condannato la violenza ed espresso solidarietà verso le forze dell’ordine.
  • C’è veramente tanta gente stufa del comportamento vergognoso della classe politica che governa (per quanto sono troppo giovane per fare confronti col passato, e comunque lo si vedrà alle elezioni).
Nonostante tutto ci sono ancora tante zone d’eccellenza in Italia che non ci devono far perdere la speranza di un miglioramento, ed il rifiuto di uno sciocco ottimismo – ora fortunatamente passato di moda ̶ , non deve farci sedere su un inerte e altrettanto sterile “tutto fa schifo”.
A quelle persone pacifiche e magari un po’ esasperate che, seguendo qualche falso ragionamento, pensano che “le rivoluzioni si fanno anche con la violenza”, dico invece che ci sono molte cose che gli sfuggono e un’analisi più attenta della storia e soprattutto dell’uomo porta a conclusioni del tutto opposte, e che rivoluzioni del genere non sono affatto auspicabili. Per cui li invito a leggere per esempio La fattoria degli animali di Orwell, le riflessioni di Gurdjieff sulla rivoluzione russa (che la visse sulla sua pelle), I demoni di Dostoevskij, o gli scritti di Gandhi sulla non-violenza.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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