Il maestro Muti con la sua arte e il suo carisma eccezionali riesce sempre a catalizzare su di sé un’attenzione che raramente viene concessa all’opera dai media. E così stavolta, per questo Macbeth in scena al teatro di Costanzi di Roma, scrivere un’altra recensione oltre alle numerose già presenti in rete sembra quasi superfluo. Mi limiterò tuttavia a scrivere qualche nota, principalmente sulla regia di Peter Stein, poiché è stata veramente una delle migliori che abbia mai visto.
Quello che mi ha colpito di più ieri è stato il perfetto amalgama delle parti, in una parola “l’insieme”, e ciò è avvenuto grazie ad un cast di primo livello, alla direzione di Muti, ma anche al regista Peter Stein, che è davvero riuscito ad essere fedele alla partitura ma allo stesso tempo moderno e “originale” (uso questa parola con qualche imbarazzo perché i registi “originali” sono in genere da evitare peggio della peste; in questo caso invece l’originalità è stata nel modo intelligente e sapiente in cui ha usato i mezzi a sua disposizione non per deformare la storia ma per arricchirla). La scena di base era completamente nera, in pieno stile shakespeariano, incentrata sulla recitazione ma anche con begli effetti di luce e parecchi altri effetti scenici… talmente grande mi è parsa la cura dei dettagli che sarebbe quasi impossibile descrivere tutto lo spettacolo (spero vivamente ne facciano un DVD), posso comunque dire che il momento che più mi ha emozionato è stata la morte del re Duncano. La scena si era lentamente riempita di servitori con delle fiaccole dalle fiamme (vere) estremamente vivide che si stagliavano con grande effetto sulla scena nera e buia. Poi quando Banco grida:
«È morto assassinato il re Duncano!»
l’orchestra (e qui sia lode a Muti!) ha saputo sottolinearlo con un pathos e una tensione da brividi, e poi il coro e i solisti nel tutti hanno fatto esplodere in maniera mirabile tutto l’orrore e lo sgomento della situazione. Toccante anche la scena dei bambini (piccolissimi) che ballano attorno a Macbeth svenuto, e poi terribilmente efficace la scena seguente in cui Macduff piange sui cadaveri insanguinati (deposti davanti a lui sul proscenio) dei figli e della loro madre uccisi dal tiranno “Macbetto”. Bellissima anche la battaglia finale con le spade (supervisionate dal maestro d’armi Renzo Musumeci Greco). Proprio come voleva Verdi ̶ lo dice egli stesso in una sua lettera che in quest’opera viene prima il dramma e poi la musica ̶ così è stato in questa produzione.
E dietro a tutto questo, nascosto nel golfo mistico, c’era la direzione sempre vibrante e coinvolgente di Riccardo Muti, in uno dei suoi titoli favoriti. Anche la scelta di questo regista, nonché la necessaria collaborazione che deve esserci stata tra tutti ̶ musicisti, cantanti, coro, regista ecc. ̶ , penso sia in buona parte dovuta a lui. È davvero bello che sia stato nominato “direttore onorario a vita” dell’Opera di Roma.
Da segnalare, a parte i protagonisti Dario Solari e Tatiana Serjan, anche il tenore, Antonio Poli, che nella sua pur breve parte di Macduff ha riscosso un meritato successo personale.
Ultima replica 11 dicembre 2011. Qui di seguito il cast completo:
| Direttore | Riccardo Muti |
| Regia | Peter Stein |
| Maestro del Coro | Roberto Gabbiani |
| Scene | Ferdinand Wögerbauer |
| Costumi | Anna Maria Heinreich |
| Luci | Joachim Barth |
| Movimenti coreografici | Lia Tsolaki |
| Maestro d’armi | Renzo Musumeci Greco |
Interpreti
| Macbeth | Dario Solari / |
| Sebastian Catana | |
| Banco | Riccardo Zanellato |
| Lady Macbeth | Tatiana Serjan |
| Dama di Lady Macbeth | Anna Malavasi |
| Macduff | Antonio Poli |
| Malcolm | Antonio Corianò |
| Domestico di Macbeth | Luca Dall’Amico |
| Medico | Gianluca Buratto |
| Sicario | Alessandro Spina |
| Araldo | Francesco Luccioni |
