Ibsen: uno sconosciuto a Roma

Sul retro di copertina dell’edizione Bur dei Drammi Modernidi Ibsen, viene riportata la notizia che «dopo Shakespeare, Ibsen è l’autore teatrale più rappresentato al mondo».
Non metto in dubbio la veridicità di questo dato, ma ciò che mi stupisce e rammarica è constatare che a Roma le cose vadano ben diversamente. Facendo una breve ricerca sul sito www.teatro.org, ho trovato che a Roma e provincia, dal 2003 a oggi la classifica dei big è questa:
  1. Shakespeare 138 produzioni (escluse le repliche chiaramente).
  2. Pirandello 81
  3. Goldoni 39
  4. Molière 38
  5. Cechov 32
  6. Brecht 18
  7. Ibsen 7
  8. Miller 3
Se Shakespeare rimane ‒ giustamente ‒ al primo posto, Ibsen è invece immeritatamente lontanissimo: al settimo posto con solo 7 spettacoli in 9 anni!! Né riesco a capacitarmi di come il nostro contemporaneo Arthur Miller ‒ che come profondità di scrittura dovrebbe stare nell’empireo dei grandi ‒ rimanga così staccato persino dal molto più vecchio Pirandello!
Una classifica meno malata dovrebbe vedere Shakespeare sì al primo posto, ma seguito a ruota da Goldoni-Molière-Ibsen-Miller (nell’ordine che preferite, ma comunque appaiati), poi Cechov-Pirandello-Brecht… ecc.
Ad ogni modo, lasciando da parte il giochino delle classifiche, e andando un po’ più nel dettaglio, si trova che, per quanto riguarda Ibsen, i titoli rappresentati a Roma sono: Spettri(2005), La donna del mare (2006), L’altra Nora (2007, 2009), Peer Gynt, Casa di Bambola (2010), Hedda Gabler (2011). Ora da queste sette produzioni andrebbero espunte almeno le due riprese di L’altra Nora, “riscrittura” di Casa di Bambola: in questo modo si giunge alla triste realtà che in 9 anni Ibsen è stato rappresentato solo 5 volte.
So che di recente anche il signor Ronconi si è dato alla riscrittura di Casa di Bambola, che per lui diventa “Nora alla prova”: evidentemente quella di Ibsen è proprio scritta male… Non ho visto queste rivisitazioni, che saranno sicuramente molto meglio dell’originale, ad ogni modo mi fa piacere riportare le parole dello stesso Ibsen, il quale, avendo saputo che in Germania Casa di Bambola veniva rappresentato con un finale diverso, approntò egli stesso per quei teatri lo schizzo di un finale alternativo, per poi aggiungere: «Questo cambiamento io stesso l’ho bollato col mio traduttore come “una violenza barbara” nei confronti del dramma» (la sottolineatura è mia, non ho resistito); e concludeva poi la sua lettera lamentando l’assenza di una «protezione legale» contro questi rimaneggiamenti, per cui: «i nostri lavori drammatici sono regolarmente esposti alle violenze perpetrate sia dai traduttori sia dai direttori, sia dai registi e dagli interpretidei teatri minori. Ma di fronte a minacce di questo genere preferisco, istruito dall’esperienza, commettere violenza da me, piuttosto che affidare le mie opere al trattamento e alla “rielaborazione” di mani meno esperte» (da una lettera del 1880 al Nationaltidende, in Vita dalle lettere, Iperborea).
A proposito di “rielaborazioni” e “aggiornamenti”, sentite cosa ho trovato, per caso, mentre leggevo un interessante scritto di Wagner: «Quasi tutti i registi moderni si propongono prima o poi di allestire il Don Giovanniadattandolo ai nostri tempi; mentre chiunque abbia un po’ di senno dovrebbe convenire che, per entrare in sintonia con la creazione mozartiana, non occorre adeguare quest’opera al nostro tempo, ma piuttosto adeguare noi stessialla sua epoca.» Questo pensiero, che sembra scritto oggi, Wagner lo espresse ne Il pubblico nello spazio e nel tempo, del 1878: dopo centotrentaquattro anni non è cambiato nulla! E ancora oggi, nel 2012, dobbiamo andare a teatro e una volta su tre sorbirci gli “adattamenti” da Shakespeare, Goldoni, Ibsen… roba da pazzi!

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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