La stagione estiva dell’opera di Roma, apertasi il 30 giugno con il balletto Giselle, ha offerto ieri sera come secondo appuntamento un concerto sinfonico di matrice completamente russa, incentrato sull’Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ef, e preceduto da due lavori di Nikolaj Rimskij-Korsakov: l’ouverture La grande Pasqua russa e la suite dall’opera La leggenda dell’invisibile città di Kitež. Russi anche il direttore, Jiurij Termikanov, il mezzosoprano Marianna Terasova e, non ultima, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, che ha affiancato l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma. Come ospite d’onore c’era, in platea, anche il presidente Napolitano.
L’Aleksandr Nevskij, nato come colonna sonora dell’omonimo film di Ejzenštejn, è una partitura sanguigna, di sapore arcaico, intrisa del sangue e del dramma terribile della guerra: sia quella evocata dal medioevo russo, nella quale il condottiero Nevskij sconfisse l’esercito teutonico; sia quella che incombeva in quegli anni (il film è del 1938). La musica era commentata dalle immagini, eleganti e suggestive, realizzate da Pier’Alli, e proiettate su un grande schermo alle spalle del coro. Dominava, soprattutto nei momenti di maggior impatto sonoro, il rosso del fuoco, con immagini di battaglie e devastazioni. Non sempre però, se devo fare un piccolo appunto, le immagini riuscivano a seguire gli improvvisi scarti della musica di Prokof’ef. Negli interventi del coro e del mezzosoprano sarebbero certo stati graditi i soprattitoli. Buffa, e forse evitabile, l’apparizione, a un certo punto, per una distrazione tecnica, delle icone del desktop sopra le proiezioni.
Resta infine, come ogni anno, il problema dell’acustica: pur avendo l’orchestra di fronte a sé, sembra di ascoltarla da una radiolina, a causa del vasto spazio e di una amplificazione insufficiente o inadatta; e poi c’è l’inquinamento sonoro proveniente dall’esterno poiché, soprattutto il sabato sera, la zona pullula di barbari(lo dico con tono scherzoso, ma fino a un certo punto) la cui “musica” da discoteca, seppur lontana, riesce, a tratti, a sporcare i pianissimodell’orchestra. D’altra parte sono degli inconvenienti sopportabili, considerata la bellezza del cielo stellato e delle imponenti rovine di Caracalla da cui si è circondati.
Quest’anno il cartellone si distingue positivamente rispetto all’anno scorso, essendo molto più variegato e decisamente non convenzionale. Martedì 10 luglio debutterà il Combattimento di Tancredi e Clorindacon musiche di Giorgio Battistelli (da Monteverdi), poi ci sarà la danza con Roberto Bolle, e anche due serate con Gigi Proietti e una con Riccardo Cocciante, che possono essere un buon mezzo per familiarizzare un pubblico più ampio con questa struttura. Per quanto riguarda l’opera, spicca la presenza di Norma, un titolo classico sì, ma non dei più frequentati, a causa delle notorie impervietà canore; infine, a chiudere la stagione, ci saranno le repliche di Attila, un’altra opera senz’altro rara.
