Norma e Adalgisa a Caracalla 2012

Due soprani, come nelle intenzioni originarie di Bellini, tornano a duettare (e duellare) nello scenario delle terme di Caracalla, in questa nuova ‒ ed eccellente ‒ produzione del Teatro dell’Opera di Roma. In genere siamo abituati a trovare in Norma la protagonista dell’opera, e in Adalgisa soltanto una comprimaria ‒ un esempio su tutti l’incisione diretta da Serafin nel 1954, dove la Callas nel ruolo di Norma sovrastava completamente Adalgisa; ruolo lì affidato, come spesso, a un mezzosoprano invece che a un soprano. Ma stavolta le cose vanno diversamente: immaginate una Adalgisa più giovane, più bella, più squillante di Norma, ed ecco come come il capolavoro belliniano, grazie all’ottima prova di Carmela Remigio nel ruolo appunto di Adalgisa, assume sfumature nuove, forse anche più vicine alla drammaturgia originaria del libretto.
Pollione è l’amante di Norma, con la quale ha avuto segretamente due figli, ma che poi tradisce, innamorandosi ‒ sinceramente, sembra ‒ di un’altra sacerdotessa più giovane, Adalgisa, che lo ricambia con altrettanta passione. Le due donne, da amiche e confidenti, si scoprono a un tratto rivali, con l’ira immediata e feroce di Norma, e il dolore di Adalgisa, la quale era ingenuamente all’oscuro di tutto. Il dramma è poi complicato dal fatto che Pollione è il proconsole romano in Gallia, mentre Norma è druidessa e figlia del capo dei Galli, i quali sono i procinto di ribellione contro i dominatori romani. (Detto di passaggio, il libretto di Aida non dico che è il calco di Norma, ma ha davvero molte analogie con questo, basta considerare le sostituzioni: Adalgisa → Aida, Norma → Amneris, Pollione → Radames, Oroveso → Il Re d’Egitto).
Tornando agli interpreti di ieri sera, Julianna di Giacomo, nel ruolo di Norma, ha fornito una buona prestazione, senza particolari pecche, anche se personalmente in Casta diva, mi è parsa un po’ incerta (per quanto mi renda conto della difficoltà virtuosistica del pezzo, cantato per di più all’aperto); l’ho invece apprezzata molto di più nel prosieguo dell’opera. Carmela Remigio, come dicevo, è stata senz’altro la protagonista della serata: oltre al physique du rôleche pure fa la sua parte, si è dimostrata un’interprete credibile e appassionata, con qualità vocali eccellenti, sia nei pianissimoche nei fortissimo, che nelle agilità.Buona la prova del tenoreFabio Sartori (Pollione), anche se forse una forma atletica migliore gli gioverebbe dal punto di vista scenico; molto buona anche la prova di Riccardo Zanellato (Oroveso), ormai una presenza fissa del Teatro dell’Opera di Roma. Ottima infine la direzione di Gabriele Ferro, sia nella scelta dei tempi che nel bilanciamento dell’orchestra (per quanto a Caracalla c’è sempre il problema dell’amplificazione).
Una volta tanto ‒ e lo dico con vero piacere ‒ è stata ottima anche la regia, di Andrea De Rosa, improntata sul realismo della recitazione e l’aderenza al libretto, con scene e costumi molto semplici ma efficaci e suggestivi.
Non farà male ricordare che tra gli ammiratori di quest’opera spicca pure Schopenhauer, che oltre alla musica (Bellini era tra i suoi preferiti), apprezzava molto il libretto: «raramente l’effetto genuinamente tragico della catastrofe ‒ cioè la rassegnazione ed elevazione spirituale dei personaggi ‒ è stato così ben motivato e trasparentemente espresso come nell’opera Norma, quando si arriva al duetto Qual cor tradisti qual cor perdesti, in cui il capovolgimento della volontà è chiaramente indicato dal silenzio della musica che subentra improvvisamente». E poi, sempre sul libretto di Felice Romani: «quest’opera ‒ a prescindere del tutto dalla sua musica eccellente […] ‒ è una tragedia perfetta, un vero modello di disposizione tragica dei motivi, di progressione tragica dell’azione e di svolgimento tragico» (Supplementi al terzo libro de Il mondo come volontà e rappresentazione).
Èun peccato che il pubblico alla prima non fosse così folto come ci si sarebbe potuto aspettare; tanto più che il teatro è venuto in contro con molti biglietti last minute al 50% di sconto.
Norma

Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani,
Musica di Vincenzo Bellini
Prima rappresentazione
Sabato, 21 Luglio, ore 21.00
Repliche
Mercoledì, 25 Luglio, ore 21.00
Domenica, 5 Agosto, ore 21.00
Venerdì, 27 Luglio, ore 21.00
Mercoledì, 8 Agosto, ore 21.00
Mercoledì, 1 Agosto, ore 21.00
Venerdì, 3 Agosto, ore 21.00
Direttore Gabriele Ferro
Regia Andrea De Rosa
Impianto scenico Andrea De Rosa
e Carlo Savi
con interventi di Matthew Spender
Costumi Alessandro Ciammarughi
Luci Pasquale Mari
Interpreti
Pollione Fabio Sartori /
Riccardo Massi 25, 5
Oroveso Riccardo Zanellato
Norma Julianna Di Giacomo /
Maria Pia Piscitelli 25, 5
Adalgisa Carmela Remigio /
Serena Farnocchia 25, 5
Clotilde Alessia Nadin
Flavio Enrico Cossutta

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Nuovo allestimento

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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