Mo Yan, da poco insignito del premio Nobel per la letteratura, è la dimostrazione vivente di come con la quinta elementare si possa andare molto lontano. Come infatti egli stesso ci racconta in questa recentissima autobiografia, Cambiamenti, pubblicato da Nottetempo, egli dovette rinunciare alla scuola perché in pochi potevano permetterselo. Ma «per uno scrittore titoli e diplomi non sono importanti quanto la qualità della creazione», osserva giustamente Mo Yan.
Forse l’elemento più interessante di questo suo racconto, che parte dal 1969, è quello di offrirci uno spaccato della Cina dagli anni ’60 fino a oggi, con scene che sembrano venire veramente dal nostro medioevo. Mo Yan per sfuggire dalla povertà del proprio paesino natale, dove il personaggio più ammirato era l’autista di un vecchio camion sovietico (l’unico del paese), dovete arruolarsi nell’esercito. Avrebbe preferito l’università, ma i posti erano pochissimi e bisognava avere una raccomandazione di qualche membro del partito comunista per potervi accedere. (Suo padre aveva cercato per tutta la vita di ottenere la tessera del partito senza riuscirvi e la sua più grande aspirazione era che ci riuscisse almeno il figlio).
La gavetta è dura, ma, come in un racconto di Dickens, il ragazzo è sveglio, osserva, si impegna, scrive racconti, e alla fine viene notato. Poi il successo internazionale gli verrà nel 1986 col romanzo Sorgo rosso, che ebbe pure una fortunata trasposizione cinematografica l’anno seguente.
Non ho letto nient’altro di Mo Yan, né si può giudicare uno scrittore da un breve racconto autobiografico (sono solo un centinaio di pagine), tuttavia posso dire che la capacità di osservazione, la compostezza spirituale e la mancanza di orpelli retorici depongono a suo favore. Forse la sua formazione irregolare potrà pesare da un punto di vista più alto, nel senso della profondità speculativa o del “respiro universale”, tuttavia un bravo scrittore, almeno in una certa misura, può farselo perdonare.
Una nota personale: è il primo libro intero che leggo sul kindle (un buon acquisto), e l’unico di Mo Yan disponibile per ora in questo formato in italiano.
