Nonostante il librettaccio di Boito (che cautamente si firmò con un anagramma), dove si susseguono un intrico di avvenimenti poco conseguenziali e con tanti personaggi senza spessore, l’opera sopravvive dignitosamente grazie alla eccellente musica di Ponchielli, che se non è tra i grandissimi gli è tuttavia molto prossimo.
Ricordo che in una sua lettera Tchaikovski raccontava di aver passato un intero pomeriggio suonando e cantando al piano La Gioconda, e traendone un vivo piacere. Di Ponchielli elogiava il raffinato gusto, appuntandogli appena, se non ricordo male, una certa dipendenza da Verdi e forse poca originalità. In realtà sentendola oggi più che l’influsso di Verdi, salta alle orecchie l’ascendente che ebbe poi egli stesso su Puccini (senza nulla togliere alla grandezza di quest’ultimo).
Venendo alla rappresentazione di questi giorni, bene il tenore, Aquiles Machado, nel ruolo di Enzo: aveva l’accento e l’ardore dominghiani, anche se meno volume (applauso a scena aperta sulla bella romanza “Cielo e mar”); ottimo il basso, Roberto Scandiuzzi, nella pur breve parte del cattivo Alvise; discreta Ekaterina Semenchuk, soprano nel ruolo di Laura; molto meno bene la protagonista, Elisabete Matos, che aveva una voce voluminosa ma spesso stridente e con un forte vibrato (effetto gallina strozzata che, ahimè, allontana dalla lirica parecchi neofiti). Eccellente la direzione d’orchestra di Roberto Abbado. Veniamo poi alla regia e le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi (no, non siamo parenti). Le scene assomigliavano molto come atmosfera a quelle dell’Attila(c’è qualche connessione? a me non pare): Venezia sembrava un cimitero monumentale, tutto di un grigio metallizzato, sicuramente austero e aristocratico, ma assai deprimente e fuori luogo per buona parte dell’opera. Beninteso: Pizzi è stato un grande in passato, però oggi, con i suoi ottantadue anni, se non vivessimo in una società gerontocratica non penso che avrebbe tutti questi incarichi.
Molto suggestiva la Danza delle Ore (la conosce anche chi non la conosce, cercatela su youtube…), a parte il nude-look della ballerina principale, va data una menzione di merito speciale per il protagonista maschile, Angel Corella, che ha retto una performance davvero virtuosistica. Per tutti gli altri dettagli: http://www.operaroma.it/stagione/stagione_2011_2012/la_gioconda.
