Trentadue recensioni se fossero oggettive

  1. L’autore si crogiola per duecento pagine nel suo dolore senza trarne nulla di significativo. Buono per chi ama piangere senza motivo.
  2. L’autore cerca di dire qualcosa ma non si capisce bene cosa.
  3. Una lettura senza grandi pretese, per passare un paio d’ore se non avete niente di meglio da fare.
  4. Una storia di vampiri: per chi ama aver paura di cose che non esistono per poi rassicurarsi ché effettivamente non esistono.
  5. Un saggio di duemila pagine con una copertina molto ben curata: per chi vuol passare da intellettuale con gli amici del bar.
  6. Il nuovo mattone del Professor ***. Non serve leggerlo, basta tenerlo bene in vista nella libreria. (Se vi chiedono di cosa parla dite che è troppo difficile da riassumere).
  7. Un romanzo confuso, pieno di luoghi comuni, scritto dal solito personaggio televisivo.
  8. Non molto originale, alla portata delle menti più comuni.
  9. Le poesie di un cantante rock: per i suoi fan più stupidi.
  10. Un libro dell’onorevole ***: vi sentirete dire quello che avete sempre voluto sentirvi dire.
  11. Il nuovo libro di ***. Per chi ancora non ha capito che l’autore ha smesso di scrivere dieci anni fa, e se ne volesse convincere di persona.
  12. Il nuovo romanzo di un mio AMICO: devo dire assolutamente che è imperdibile, ma ci siamo capiti.
  13. Lo pubblica il direttore del mio giornale: un CAPOLAVORO, sennò mi licenzia.
  14. È un romanzo scorrevole come altri. (Ve lo segnalo soltanto perché l’autore ha scritto una bella recensione del mio ultimo libro).
  15. Un romanzo singolarmente volgare e rancoroso. L’autore è da molti anni candidato al Nobel ma ogni volta lo supera qualcuno con più amici di lui.
  16. Si vede che l’autore ha frequentato molte scuole di scrittura: inodore, incolore, insapore, ma senza un refuso.
  17. È un romanzo che parla di sesso, cinema e televisione, con citazioni dalle canzoni degli Oasis, e va a capo ad ogni frase. Se non è alla moda questo.
  18. Un libro sul sesso: per sentirsi migliori comportandosi peggio.
  19. Un titolo intrigante, il resto non c’entra niente.
  20. Bel titolo, copertina convincente, un autore cciovane: il resto che importa?
  21. Ho letto solo il primo capitolo, non me la sento di esprimere un giudizio.
  22. Alcuni dicono che sia un libro, leggendolo non sembra.
  23. Non serve aver studiato per capire che la tesi sostenuta dall’autore è sbagliata.
  24. Direi che è un capolavoro: se non avessi letto Goethe, Dostoevskij, Tolstoj, Orwell…
  25. Questo romanzo lo vendono anche nei supermercati e a un prezzo imperdibile: perché non comprarlo al posto della carta igienica?
  26. L’ennesimo romanzo “contro”, come sottintende il titolo della collana a cui appartiene.
  27. Una lettura che vi consiglio solo se volete riposarvi il cervello.
  28. Un divertissement senza senso.
  29. Un romanzo rosa.
  30. Un libro di ricette.
  31. Un giallo.
  32. Un noir.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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