Satana oggi: isteria di gruppo, retorica, e violenza

Tra i temi molto attuali trattati da Huxley nei Diavoli di Loudun (vedi post precedente), ce ne sono tre che valgono un discorso a parte: il desiderio di violenza, l’uso della retorica, e l’isteria indotta dai raduni di folle.
«Una folla ‒ scrive Huxley ‒ è l’equivalente sociale di un cancro. Il veleno che essa secerne spersonalizza i membri che la compongono, al punto che essi cominciano a comportarsi con una violenza selvaggia di cui in condizioni normali sarebbero totalmente incapaci»; le risse negli stadi, gli stessi scontri dei manifestanti di ierlaltro con la polizia lo dimostrano.
Ma cos’è che fomenta questa violenza? La chimica. Durante una lite, in cui si dà per scontato di essere nel giusto, le ghiandole endocrine producono adrenalina che va in circolo nel sangue alterando il metabolismo e provocando dipendenza. Questa osservazione fondamentale spiega non solo le frequenti liti tra condomini, ma anche i comportamenti violenti negli stadi, o nelle manifestazioni politiche, dove periodicamente le persone, dimentiche di se stesse, si lasciano andare ai propri istinti più bestiali provandone, evidentemente, un oscuro piacere. Equesto è un comportamento non dissimile da quello delle suore di Loudun che venivano esorcizzate in pubblico, sotto lo sguardo avido di folle di curiosi accorsi lì per vedere Satana.
Satana oggi diventa la squadra avversaria e i suoi tifosi, gli stranieri, oppure il governo e i poliziotti… La presenza di Satana autorizza le sassaiole, i roghi delle macchine; in qualche caso i pestaggi a sangue e gli accoltellamenti. Naturalmente Satana ‒ il Male Assoluto ‒ è sempre negli altri e mai in se stessi.
«Radunate una folla di uomini e donne previamente condizionati da una lettura quotidiana dei giornali ‒ prosegue Huxley ‒; sottoponeteli a un trattamento base di musica a tutto volume e luci accecanti, con in più l’oratoria di un demagogo che (come avviene sempre con i demagoghi) sia contemporaneamente il manipolatore e la vittima dell’ubriacatura generale… e in men che non si dica li avrete ridotti in uno stato di subumanità praticamente decerebrata». E poi aggiunge: «Essere in una folla è il migliore antidoto conosciuto contro il pensiero indipendente».
Infine la retorica e il potere ipnotico degli oratori: «non è possibile una retorica efficace senza una buona dose di semplificazione», avverte Huxley, cosa che implica una inevitabile distorsione dei fatti. E questo è uno dei drammi delle democrazie moderne dove hanno maggior successo i politici più abili nel marketing elettorale piuttosto che le persone competenti (le quali vengono opportunamente appellate “tecnici”, perché si sa che i tecnici sono sempre “meri”).
Molto interessante anche l’Epilogo: un breve saggio sul «bisogno di trascendere se stessi» ai giorni nostri, e quindi l’uso di alcol e droghe, il sesso elementare, la musica ossessivamente ritmata, e i raduni di folle.

I diavoli di Loudun, di Aldous Huxley, traduzione di Matteo Ubezio, Cavallo di Ferro.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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