Soltanto un breve commento.
Sul sito dell’Eliseo c’è scritto che l’autore (Martin Crimp) sarebbe «geniale e convincente»: non ci credete. Bravi gli attori, ma il testo è esile esile, spesso noioso, a tratti positivamente irritante: soprattutto quei dialoghi tra scemi (o sordi?) con una insopportabile e ossessiva ricorrenza di domande tipo: «Eh?» «Cosa?» «Come?» «Che hai detto?» «A che ti riferisci?» ecc.; e alcuni volgari alterchi tra moglie e marito e amante, che potrebbero essere scambiati per fine arte drammatica solo da qualche ingenuo. La cornice è il solito triangolo con marito, moglie, e una ragazzetta amante di lui. Per una ventina di minuti la ragazza (Stefania Ugonari Di Blas) gira seminuda in scena cercando di farsi strappare le mutande da lui: l’unico modo per sopperire alla nullità del copione. Il finale non l’ho capito, ma ho avuto l’impressione che non fosse importante.
The country, di Martin Crimp, con Laura Morante, Gigio Alberti, Stefania Ugomari Di Blas; in scena al teatro Eliseo di Roma, dal 27 novembre al 16 dicembre.
