In tempo di elezioni siamo costretti a ingoiare tonnellate e tonnellate di demagogia tanto che non ho potuto fare a meno di buttare giù alcune considerazioni, ispirate essenzialmente a due saggi di Aldous Huxley, La propaganda sotto la dittatura e L’arte di vendere, che l’autore inserì nella raccolta intitolata Ritorno al mondo nuovo, nel 1958, e in cui rifletteva soprattutto sulla tecnica scientifica usata da Hitler per manipolare le masse. Saggi attualissimi e che mi rimbombano nella testa ogni volta che sento parlare soprattutto Berlusconi, Grillo, o i leghisti.
A scanso di equivoci diciamo subito che Hitler nutriva degli intenti sanguinari, mentre i nostri, meno cruentemente, sono mossi dalla necessità di sfuggire ai processi, per quanto riguarda Berlusconi; da semplice vanagloria e rabbia, nel caso di Grillo; da rabbia e brama di potere per i leghisti. Ma veniamo alle similitudini con i metodi suasori di Hitler.
1) L’uso accorto delle tecnologie più moderne. Hitler fu un pioniere: «Strumenti tecnici quali la radio e l’altoparlante servirono a togliere il pensiero indipendente a ottanta milioni di individui. […] In questo modo si è potuto formare un dirigente di tipo nuovo; quello che riceve acriticamente gli ordini». Questo disse a proposito di Hitler un suo ministro, Alber Speer, in un processo dopo la seconda guerra mondiale.
2) Per giungere al successo il propagandista deve saper manipolare istinti e sentimenti. Ecco le parole di Hitler: «La forza motrice che ha mosso le più colossali rivoluzioni della terra non è mai stata un corpo di nozioni scientifiche […] ma sempre una devozione ha ispirato che le masse, e spesso una sorta di isteria che le ha stimolate all’azione». Hitler trovò particolare udienza tra i piccolo-borghesi avviliti e spesso rovinati dall’inflazione del ’23 e dalla depressione del ’29. Oggi la crisi finanziaria ha creato un terreno ugualmente fertile per i demagoghi.
3) Scriveva Hitler: «La propaganda efficace deve limitarsi a poche semplici necessità, e quindi esprimerle in poche formule stereotipate». Esempio: “Vi restituisco l’IMU”, oppure “Mandiamoli a casa”, “Stipendio minimo per tutti”, “Roma ladrona” ecc.
4) Ogni affermazione sarà senza sfumature. Secondo Hitler il propagandista deve adottare «un atteggiamento sistematicamente unilaterale rispetto ad ogni problema che affronti».
5) Infallibilità. Il demagogo ‒ attenzione perché questo ci riguarda da vicino! ‒ non deve ammettere di potersi sbagliare, o che possa avere in parte ragione chi non la pensa come lui. Questa è forse una delle caratteristiche più tristi di questa campagna elettorale: eccetto uno, o al massimo due leader politici, da nessuno si sente dire “su questo sono abbastanza d’accordo con Tizio” se Tizio è di un altro partito. «Con gli avversari» chiosa Huxley «non si discute; si grida, si aggredisce, e se danno troppo fastidio si liquidano». Anche se sono del proprio partito aggiungo io. (“Chi dice che non c’è democrazia vada fuori dalle p—” ha detto Grillo).
6) Retorica brutale atta a suscitare adrenalina nell’ascoltatore. «Nei suoi discorsi Hitler ripeteva di continuo parole come “odio”, “forza”, “schiacciare”, “colpire”; e accompagnava queste parole con gesti anche più violenti. Urlava, strillava, si faceva gonfiare le vene, imporporare il viso. Un’emozione forte (lo sanno benissimo attori e drammaturghi) è contagiosissima». Qui il campione è Grillo, come qualche tempo fa lo fu Bossi.
7)Bagni di folla. «Infettato dalla frenesia purulenta dell’oratore, il pubblico geme, singhiozza e strilla, in un’orgia di passione scatenata». Dal punto di vista chimico viene rilasciata nel sangue adrenalina, che dà piacere e provoca dipendenza. Grillo recentemente si è vantato di riempire le piazze, mentre Berlusconi punta alle convention. Ma mettete Grillo e Berlusconi in una stanza isolata, con quattro persone esperte di economia: che rimarrebbe dei loro programmi senza slogan? sarebbero semplicemente azzerati.
8) L’identificazione di uno o più nemici colpevoli di tutto. “Gli ebrei” per Hitler, “I comunisti, la sinistra” per Berlusconi, “I politici” per Grillo, “Il sud” per la Lega. Senza sfumature, ma questo l’abbiamo già detto.
Tutti i punti precedenti implicano, va da sé, la capacità e la volontà di ipersemplificare o stravolgere la realtà a proprio vantaggio e senza alcuno scrupolo.
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| Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo |


