Èin scena in questi giorni a Roma il Rienzi di Wagner, prima opera di successo del compositore tedesco, scritta tra i 24 i 27 anni sotto il chiaro influsso della scuola italiana, e quindi ancora lontana dallo stile “maturo” di Wagner, ma già ricca di pagine di grande spessore lirico e sinfonico, alcune delle quali preludono già al Tannhäuser.
Il dramma è incentrato sull’affascinante figura tardo-medievale di Nicola, detto Cola, di Rienzo (o Rienzi) notaio di umili origini, uomo del popolo, che ascese al potere schierandosi contro i soprusi della nobiltà romana, e facendo poi una tragica fine, linciato da quello stesso popolo che l’aveva acclamato tribuno. Una figura a dir la verità oggi caduta un po’ nell’oblio, ai romani nota perlopiù soltanto perché gli è dedicata un’importante via in Prati. Fu amico del Petrarca e nell’Ottocento ebbe diversi cantori tra scrittori, poeti e drammaturghi; lo stesso Wagner prese il soggetto da un romanzo di successo dell’epoca. Persino Verdi voleva mettere in musica questo soggetto (ignaro dell’opera di Wagner), ma poi fu frenato dai soliti insormontabili problemi di censura. (La censura, che oggi fa la fortuna di registi altrimenti del tutto mediocri, a quel tempo era invece veramente un flagello per i grandi artisti).
Splendida la regia le scene e i costumi di Hugo de Ana, che si conferma uno dei più grandi registi contemporanei, oltre che un gradito ritorno a Roma. Scene e costumi ci prospettano una Roma monumentale ed essenziale al tempo stesso, dove ogni riferimento ad un epoca precisa viene eluso proiettando la storia in un passato indefinito, collocabile tra l’antica Roma e l’Ottocento, con alcuni dettagli che rimandano addirittura al futuro. Semplicemente mozzafiato la scena finale, in cui viene linciato Rienzi e la sorella, tra le fiamme che ingoiano il Campidoglio e tutta la scena. Molto applauditi i cantanti, in particolare il protagonista, il tenore Andreas Schager, che ha raccolto un grande applauso a scena aperta dopo la preghiera del quinto atto, uno dei momenti più toccanti dell’opera dove la musica raggiunge vette altissime. (L’unico appunto: in certi frangenti Schager avrebbe forse dovuto mantenere un po’ più di contegno nella recitazione; per il resto è stato impeccabile, in un ruolo peraltro difficile e lunghissimo). Coro, orchestra e direttore ottimi: se c’erano dei difetti non ho saputo scorgerli.
Repliche fino al 18 maggio.
Cast completo:
| Direttore | Stefan Soltesz |
| Regia, Scene e Costumi | Hugo de Ana |
| Maestro del Coro | Roberto Gabbiani |
| Luci | Vinicio Cheli |
| Movimenti mimici | Leda Lojodice |
| Maestro d’armi | Renzo Musumeci Greco |
Interpreti
| Cola Rienzi | Andreas Schager / Carsten Süss 16 |
| Irene | Manuela Uhl / Carola Glaser 16 |
| Stefano Colonna | Roman Astakhov |
| Adriano | Angela Denoke / Chariklia Mavropoulou 16 |
| Paolo Orsini | Ljubomir Puskaric |
| Raimondo | Milcho Borovinov |
| Baroncelli | Martin Homrich |
| Cecco del Vecchio | Jean Luc Ballestra |
| Un ambasciatore di pace | Hannah Bradbury |
Nuovo allestimento
In lingua originale con sovratitoli in italiano
