Se c’era andata bene con la regia di Bohème, stavolta non si può dire la stessa cosa per il Barbiere di Siviglia. La regia di Lorenzo Mariani è sì fantasiosa e piena di trovate, ma la maggior parte di queste trovate sono del tutto senza senso e fuori luogo: andrebbero bene per riempire una farsa di quart’ordine ma non certo per il capolavoro rossiniano. La scena è ambientata a Hollywood con tanto di squadre di nuoto, scivoli acquatici, acrobati, macisti, divani giganti e tutto quello che di più assurdo vi può venire in mente. Mancavano gli elefanti, forse per problemi logistici. Qua e là c’era anche qualcosa di passabile (Rosina-Titti in gabbia), o persino di carino, come la scena durante l’aria della servetta e il finale (solo gli ultimi tre minuti, quando gli sposi vengono sollevati sulla torta nuziale). Ma questo non giustifica le altre assurdità che hanno letteralmente maciullato la tensione drammatica della storia.
Anche la direzione d’orchestra è stata abbastanza piatta e routinaria; di certo non è riuscita ad accendere la miccia di Mr Crescendo. La cosa migliore sono state le voci, soprattutto Rosina, interpretata dal mezzosoprano Annalisa Stroppa, che ha esibito una voce agile e ricca di armonici.
Per il resto del cartellone rimando al sito del teatro http://www.operaroma.it/ita/opera-barbiere-2014.php
