Ho trovato il film-documentario della Guzzanti abbastanza oggettivo e ben documentato, anche se per forza di cose non esaustivo. La Trattativa ripercorre le verità emerse nei processi riguardanti la strage di via d’Amelio e i successivi attentati del 1993, la cattura di Riina con la “svista” del colonnello Mori che non fa perquisire né sorvegliare il covo del boss e il mancato arresto di Provenzano (altra “svista” di Mori), fino alla nascita di Forza Italia come nuovo referente politico della mafia. Questo è l’argomento su cui si focalizza una buona metà del documentario. Se prima sospettavamo fortemente sull’origine poco pulita di Forza Italia, adesso è agghiacciante averne la certezza con tanta dovizia di particolari (venuti a galla grazie ai pentiti).
Mi sono sembrate, invece, inutili e di cattivo gusto le caricature di Massimo Ciancimino e Scarantino; e ho trovato pure gratuita una certa cattiveria nei confronti di Gaspare Spatuzza. Èvero che quest’ultimo è responsabile di una quarantina di omicidi, ma collaborando sta aiutando a fare emergere verità storiche di primaria grandezza, a rischio della vita sua e dei suoi parenti. Di fronte a questi collaboratori di giustizia bisognerebbe avere il distacco necessario ma anche il massimo rispetto per la loro scelta, come ci hanno insegnato Falcone e Borsellino stessi (e la Guzzanti non sembra averlo capito pienamente).
Vengono lanciate anche delle stilettate contro Caselli che non so quanto siano fondate; Caselli stesso ha protestato con una lettera al Fatto quotidiano.
