La mafia, i meriti di De Gennaro e l’episodio del G8 di Genova

Oggi ascoltando un radiogiornale e leggendo alcuni post su internet ho avuto la netta impressione che un’intera pagina della storia italiana sia stata rimossa. Forse è fisiologico, ma allora è ancora più doveroso ricordare a chi non sa o ha dimenticato.
Gianni De Gennaro è stato uno dei protagonisti della lotta alla mafia negli anni ottanta e novanta, e non mi stupirebbe che il fango che alcuni gli gettarono addosso all’epoca, e che ancora oggi gli viene gettato, sia in parte dovuto al suo impegno serio e determinante contro la criminalità organizzata.
De Gennaro era una delle pochissime persone di cui Falcone aveva piena fiducia. Fu lui ad andare a prelevare Buscetta in Brasile nell’84, e lui a custodire personalmente il teste chiave del maxiprocesso fino all’estradizione in America. Fu lui poi il capo della DIA, braccio operativo di Falcone, che tra mille difficoltà cercò di fronteggiare i servizi deviati dello Stato, e fu lui a mettere le manette a Bruno Contrada, che ancora oggi l’attacca. Solo per questo dovremmo fargli una statua. Per chi non se lo ricordasse, Contrada era un personaggio potentissimo, numero tre del SISDE, i cui rapporti con la mafia sono stati acclarati, fortunatamente anche a livello processuale (è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa).
In un famoso articolo che osteggiava l’avvento di Falcone a Roma, Lino Jannuzzi attaccava così: «Sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della debacle dello Stato di fronte alla mafia… L’affare comincia a diventare pericoloso per noi tutti… dovremo guardarci da due Cosa Nostra, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma…». Col senno di poi, quale più grande medaglia che essere diffamato assieme a Falcone?
Bene, ora veniamo all’episodio di Genova. De Gennaro era all’epoca capo della polizia, ma prefetto a Genova era un certo Arnaldo La Barbera. Se vi documentate un poco, La Barbera fu quello che picchiò Scarantino per indurlo ad addossarsi la colpa di aver rubato e guidato l’autobomba che uccise Borsellino in via d’Amelio. Leggendo i libri dei pentiti il nome di La Barbera torna spesso, e sempre in pessima luce (vedi per es. Un uomo d’onore, scritto dal pentito Di Carlo). Ecco, da diversi fatti processuali emerge il ruolo determinante che ebbe nell’episodio di Genova, in una situazione peraltro terribilmente confusa dove ci furono violenze da parte da ambo le parti.
L’unico capo di imputazione contro De Gennaro è stata una presunta telefonata in cui avrebbe cercato di fare pressioni per modificare una testimonianza. De Gennaro è stato poi assolto in I grado, condannato in appello, e assolto in via definitiva “perché il fatto non sussiste” in Cassazione. Sulla pagina di Wikipedia ci si può fare un’idea più chiara della questione .
Ora con quale criterio, se non l’ignoranza o la malafede si chiedono le sue dimissioni da Finmeccanica?

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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