Marco Columbro e Gaia De Laurentiis si cimentano nella commedia più famosa di Bernard Slade, Same Time, Next Yeartradotta e adattata da Nino Marino, in scena fino al 10 maggio alla Sala Umberto di Roma.
La trama è semplice e originale: Stati Uniti, 1951, un uomo e una donna, entrambi sposati con tre figli, si conoscono per caso in un ristorante e passano una notte d’amore in un motel. La cosa si ripete ogni anno per 24 anni, mentre le loro vite si evolvono assieme alla società americana.
Non conosco il testo originale, quindi mi baso solo su quello che ho visto. Nel complesso lo spettacolo offerto dal duo Columbro-De Lauerntiis è divertente, e offre anche qualche spunto di riflessione sulle dinamiche di coppia (il desiderio di avere una famiglia e degli affetti stabili, ma allo stesso tempo la voglia di evadere verso un amore più carnale). Columbro regge bene la scena anche se non riesce a scrollarsi di dosso una certa tendenza alla clownerie, adatta più a un pubblico televisivo che a uno teatrale (spero che questa differenza esista ancora). La De Laurentiis nella prima parte dello spettacolo interpreta il ruolo caricando troppo sulla stupidità della protagonista: sì, abbiamo capito che in venticinque anni il personaggio si evolve… però un po’ di credibilità in più non guasterebbe, c’è uno scarto troppo grande tra la Doris bambola deficiente delle prime scene e quella posata quaranta-cinquantenne delle ultime.
Come ultima notazione personale aggiungo che la commedia, essendo basata solo su due personaggi e su un unico set, offre un indubbio vantaggio economico per l’impresario, ma alla lunga risulta leggermente pesante, almeno in questa interpretazione.
