La Medea di Seneca al Colosseo

Questa produzione della Medea di Seneca, in scena per tre giorni al Colosseo (13/14/15 luglio), presenta tutti i difetti (ma per alcuni sono pregi) del teatro contemporaneo. La recitazione è spesso urlata, le legature sono completamente falsate rispetto a una recitazione normale, gli accenti sono anch’essi spesso spostati (molti sull’ultima vocale, per intenderci: Medeaaaa, porta fuoriiii i tuoi passiiii…), e anche la gestualità va nettamente nella direzione della follia. Le musiche di Annecchino, fatte di accompagnamenti techno e urla animalesche, assecondano perfettamente la regia squilibrata di Magelli. L’esegesi dei costumi anni venti la lascio a persone più dotte e intelligenti di me.
Il testo di Seneca, che comunque rimane di grandissima modernità, è in molti punti tagliato e a volte ripetuto (per enfatizzarlo). In questo modo lo spettacolo dura circa un’ora e quarantacinque minuti.

A chi volesse prendere i biglietti in piedi (alla modica cifra di 35€), lo avverto che se non si accaparra i primi posti (non numerati), avrà o una pessima acustica o una difficilissima visuale; e tutti sono comunque a una cinquantina di metri dal palco. Verrebbe da chiedersi perché non abbiano ridotto le dimensioni dell’enorme palcoscenico per mettere più posti a sedere vicino agli attori. Domanda ormai inutile.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

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