Una sera del 25 marzo di ottanta anni fa Ettore Majorana lasciava nel suo albergo due bigliettini di addio, uno al direttore del dipartimento di fisica Antonio Carrelli, l’altro ai familiari. Scriveva di avere preso una scelta «inevitabile» e pregava la famiglia di «perdonarlo». Poi prese un traghetto per Palermo, apparentemente per suicidarsi. Invece arriva a destinazione e invia a Carrelli un telegramma in cui sembra averci ripensato: «il mare mi ha rifiutato», scrive, dicendo di mettersi a sua disposizione per ulteriori dettagli. In realtà è solo uno dei tanti colpi di scena di questa storia, perché di lui non si saprà più nulla di certo. Si susseguiranno soltanto un mare di ipotesi e di avvistamenti (molti dei quali poco plausibili), che fanno della sua scomparsa uno dei misteri più appassionanti del mondo scientifico del ‘900.
Il mare di Majorana è una pièce teatrale che ricostruisce gli ultimi dieci anni di vita di Majorana cercando di mostrare in che modo la sua vicenda umana sia indissolubilmente legata alla sua parabola scientifica. Al grande pubblico raramente viene detto che le sfide più ardite che intraprese Majorana riguardano l’equazione di Dirac. Nel 1933 Majorana scrisse infatti un importante lavoro in cui cercava di eliminare il cosiddetto “mare di Dirac” considerando una variante di quella stessa equazione ma con spinori a infinite componenti. Purtroppo questa teoria si rivelò “irrilevante” pochi mesi dopo quando fu appurata l’esistenza del positrone. Poco dopo Majorana manifestò un principio di esaurimento nervoso che lo portò a isolarsi per quattro anni, fino alla “rivincita”…
Molti dei miei lettori avranno già letto il testo che ho pubblicato su Amazon, ma è veramente con grande piacere e una certa trepidazione che vi invito al Teatro Agorà dal 17 al 22 aprile per vederlo dal vivo con un cast di eccellenti attori. In questa riduzione per sette personaggi (l’originale è per 11), accanto al protagonista troviamo la sorella Maria, anima dolce e delicata; l’amico e collega Giovanni Gentile jr. figlio dell’omonimo filosofo; Edoardo Amaldi, fedele discepolo di Fermi, e il sanguigno Emilio Segré, con cui Majorana ebbe un lacerante screzio sulle leggi razziali proprio a ridosso della scoperta del positrone; infine la studentessa Senatore, a cui Majorana consegnò le sue ultime carte prima di scomparire.
Vi aspetto a teatro
Marco Pizzi
Inoltre per le scuole andrà in scena nelle
mattine del 26 e 27 aprile ore 11:30
Teatro Lo Spazio, via Locri 42
info e prenotazioni: ilmaredimajorana@gmail.com
