| Canto degli spiriti sulle acque Simile all’acqua è l’anima dell’uomo. Viene dal cielo, risale al cielo, e di nuovo deve scendere alla terra, in eterno mutare. Sgorga dall’alta parete rocciosa il limpido getto, sul sasso levigato si frange in amabili nuvole di onde, e leggero viene accolto fragorosamente scorrendo velato giù nel profondo. Scogli si drizzano contro il suo corso, egli spumeggia iroso di gradino in gradino verso l’abisso. Per lento letto di prati si volge, e si fa specchio di lago, dove il suo viso sfiorano tutte le stelle. Il vento è dell’onda il dolce amante. Il vento suscita dal fondo flutti spumanti. O anima dell’uomo, come somigli all’acqua! O destino dell’uomo, come al vento somigli! | Gesang der Geister über den Wassern Des Menschen Seele Gleicht dem Wasser: Vom Himmel kommt es, Zum Himmel steigt es, Und wieder nieder Zur Erde muß es, Ewig wechselnd. Strömt von der hohen, Steilen Felswand Der reine Strahl, Dann stäubt er lieblich In Wolkenwellen Zum glatten Fels, Und leicht empfangen Wallt er verschleiernd, Leisrauschend Zur Tiefe nieder. Ragen Klippen Dem Sturz entgegen, Schäumt er unmutig Stufenweise Zum Abgrund. Im flachen Bette Schleicht er das Wiesental hin. Und in dem glatten See Weiden ihr Antlitz Alle Gestirne. Wind ist der Welle Lieblicher Buhler; Wind mischt vom Grund aus Schäumende Wogen. Seele des Menschen, Wie gleichst du dem Wasser! Schicksal des Menschen, Wie gleichst du dem Wind! |
Consapevole di non essere un germanista e che ogni traduzione sarà sempre incompleta, ho ritradotto questa splendida poesia di Goethe basandomi sulla versione di Diego Valeri. Ho cercato di renderla più letterale e meno aulica.
Schubert l’ha messa in musica in maniera mirabile nell’op. 167, D. 714.