Il sangue

Marco Pizzi riesce a toccare in modo delicato ma incisivo le corde della nostra sensibilità, ricordandoci che la libertà è un diritto di tutti, a prescindere dal sangue che ci lega ai nostri padri.

Sara Pastore, Il Foyer

Il sangue, monologo. Prima rappresentazione: Roma, Teatro Due, 29 febbraio 2020, con Lara Chiellino, regia di Marco Pizzi.

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Premio Tragos 2020, Sezione teatro di narrazione (pari merito con “Deserto” di Chiara Ines Tarabotti)

Maria Concetta Cacciola nasce a Rosarno nel 1980, nella famiglia di un boss. La sua è una storia recentissima eppure dai tratti arcaici. La fuitina con un aspirante ’ndranghetista a tredici anni, il primo figlio a quattordici, il matrimonio a sedici, altri due figli, e l’arresto del marito segnano precocemente il suo destino.

Maria Concetta diviene una reclusa, controllata a vista dalla madre e dal fratello. Perché «se il marito è in carcere, la moglie deve rimanere chiusa in casa». Non è libera neppure di andare all’alimentari da sola: è una vedova bianca. Per lei, uno spirito libero e pieno di vita, è un inferno. Così, quando su internet conosce un uomo che l’amerebbe, trova la forza di ribellarsi. Inizia a collaborare con la giustizia, ma i famigliari la ricattano nel modo più crudele: impedendole di vedere i figli.

Come si legge nell’istruttoria del processo, Maria Concetta «aveva osato ribellarsi alle continue vessazioni e aveva cercato la libertà, fisica e soprattutto morale, che da sempre gli era stata limitata, e infine preclusa, proprio da chi, per legge universale, anziché togliergliela, avrebbe dovuto garantirgliela».

Nel buio di questa vicenda si può vedere anche un filo di luce: grazie al clamore suscitato dalla sua tragica fine è nato Liberi di scegliere, un importante protocollo propugnato dal Tribunale dei minori di Reggio Calabria con l’ausilio di Libera e altre associazioni antimafia, che ha l’obiettivo di sottrarre i figli dei mafiosi a un destino di sangue e violenza. «Perché se i figli dei mafiosi fossero liberi di spezzare i loro legami di sangue, la mafia finirebbe in una generazione».

Lara Chiellino al Teatro Due Roma, 29 febbraio 2020, regia di Marco Pizzi.

Classificazione: 1 su 5.

Contatti: pizzi.mrc@gmailcom.

Per ulteriori info sullo spettacolo vedi il progetto.