
Da quattro miliardi e mezzo di anni un equilibrio di forze contrapposte manteneva una catena di reazioni nucleari in quell’enorme fornace che chiamiamo Sole, spandendo un oceano di luce nell’immenso buio circostante. Un fascio infinitesimo di quella radiazione, attraversando milioni di chilometri alla velocità più alta consentita dalle leggi della fisica, andava a impattare sull’atmosfera del nostro pianeta, venendo in parte riflesso nello spazio vuoto e in parte proseguendo tra le molecole di ossigeno, ozono, anidride carbonica e polveri di ogni tipo, fino a diffondersi tra le nubi che in quel freddo pomeriggio di inizio ottobre coprivano il cielo di Roma.
Quando Caterina riaprì le palpebre, una minuscola frazione di quei fotoni, rimbalzata contro l’edificio che le stava di fronte, si impresse nella retina dei suoi sottili occhi castani. E quasi all’istante, gli impulsi elettrici trasportati dai nervi ottici nel buio della sua scatola cranica accesero la sterminata galassia di sinapsi che vi era contenuta, permettendole, come per magia, di vedere ancora una volta la palazzina dove era attesa.
L’amore dopo Darwin, vol.1, incipit
Roma, ottobre 2011: Caterina è costretta a interrompere il dottorato in biologia a causa del famigerato professor Zipoli. Amareggiata dal mondo della ricerca e bisognosa di un lavoro, si ricicla come correttrice di bozze presso la Giorgio Grisanti Editore. Non sarà un’esperienza facile perché la sua conoscenza del genere umano non è approfondita quanto quella dei moscerini della frutta che studiava in laboratorio. Ma in fondo uomini e moscerini condividono il 70% del Dna e sono sottoposti alle stesse leggi darwiniane a cui sono sottoposti tutti gli esseri viventi…
Il secondo protagonista del romanzo è Andrea: un architetto con la passione per il pianoforte, che però vuole fare lo scrittore. Lui e Caterina si incontreranno per caso alle poste, e poi i loro mondi si incroceranno a più riprese. In particolare il 15 ottobre 2011, nella famosa manifestazione in cui i black bloc misero a ferro e fuoco Roma.
L’amore dopo Darwin è un romanzo che traccia un affresco della nostra epoca fondendo letteratura e scienza attraverso dialoghi serrati, numerosi colpi di scena e una ricca galleria di personaggi.
L’uomo è un primate, un mammifero, e in definitiva un animale come tutti gli altri: anche quando si innamora. Oggi i biologi evoluzionisti sanno perché ci innamoriamo. Non è una “fantasia dei poeti romantici” come si sente spesso dire, anche da persone colte. In nessuna specie animale o vegetale esiste un fenomeno statisticamente rilevante che non abbia una motivazione evoluzionista. La chiave per capire l’amore ce l’ha data Darwin, e molte altre scoperte successive ci hanno permesso di delinearne un quadro abbastanza preciso. Mi sono allora chiesto com’è possibile oggi scrivere una storia d’amore senza tenerne conto? Ho scritto L’amore dopo Darwin con questa consapevolezza, raccontando la storia di una ragazza e un ragazzo della nostra epoca. Non è infatti un saggio, ma un romanzo. Perché se la scienza può capire il mondo attraverso la statistica, la letteratura ha invece il compito di indagarlo attraverso le storie individuali. In questo senso scienza e letteratura si completano come lo yin e lo yang.
Marco Pizzi
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