
Siamo di fronte a un oggetto prezioso, a uno spettacolo gustoso e ben fatto. […] La drammaticità del tema principale (la gravidanza inattesa, con tutti i dubbi e le angosce che essa prefigura e configura) non ci arriva addosso con le pesanti ondate del patetico, ma ci cresce dentro e intorno grazie all’altalenante marea del comico – arma mai spuntata contro lo spauracchio del melodrammatico. L’intera vicenda è un saliscendi di serietà e ironia, d’intensa emotività e ficcante leggerezza
Sacha Piersanti, Succede oggi
Due coppie al bivio, un legame segreto. Innamorarsi, tradirsi, lasciarsi, sposarsi. Fare un figlio o interrompere la gravidanza. Cinque personaggi, cinque punti di vista.
Anna ha un leggero ritardo sul ciclo e confessa all’amica Giorgia la paura di essere incinta. Questa possibilità mette in fibrillazione Luca, il suo ragazzo. Perché un figlio è una gioia per una ragazza che vorrebbe costruirsi una famiglia, ma un’enorme limitazione per un ragazzo squattrinato e di belle speranze che vuole fare l’attore e pensa a tutt’altro. E poi, si amano sul serio? Una situazione per certi versi simile la vivono i loro amici, Carlo e Valentina, ma in quel caso lui è convintissimo di volerla sposare, mentre lei si sente soffocare, e oltretutto con Luca… In tutto questo Giorgia si ritrova suo malgrado a ricevere più confidenze di quel che vorrebbe.Nel terzo atto, ambientato nell’atelier di un pittore dove devono scegliere un quadro per degli amici comuni, assistiamo alla resa dei conti delle due coppie.
VALENTINA: Alla nostra generazione le scelte definitive fanno paura. Tutto è così mutevole, pieno di opportunità… Ogni cinque anni cambia tutto: computer, telefoni, automobili, vestiti. E quello che non cambia diventa obsoleto. Mentre il matrimonio sembra un blocco di marmo, che rimane lì, per sempre. Almeno in teoria.»
Valentina, atto II, scena V.

LUCA: Se fossimo in un dramma teatrale qui ci starebbe bene un matrimonio, o un addio.
ANNA: Romeo e Giulietta come finisce?
LUCA: […] In entrambi i modi… col matrimonio e la morte. A Shakespeare piacevano le cose definitive.
Da Maternità inattesa, atto II, scena X.
Maternità inattesa al Teatro Due Roma, gennaio 2020, regia di Marco Pizzi, con Massimiliano Calabrese, Francesca Bertocchini, Federica Preite, Camilla Carnevali e Jacopo Cucurnia; altro.
Maternità inattesa al Teatro Due Roma, aprile 2017, regia di Valerio Puppo, con Emanuele Marchetti, Maria Lucia Bianchi, Ludovica Bove, Anna Manella, Giovanni Malafronte; altro.
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