Nonostante il librettaccio di Boito (che cautamente si firmò con un anagramma), dove si susseguono un intrico di avvenimenti poco conseguenziali e con tanti personaggi senza spessore, l’opera sopravvive dignitosamente grazie alla eccellente musica di Ponchielli, che se non è tra i grandissimi gli è tuttavia molto prossimo. Ricordo che in una sua lettera TchaikovskiContinua a leggere “La Gioconda di Ponchielli a Roma”