Storia di un’amicizia segreta
qualche curiosità dietro la scrittura del romanzo

Tutte le donne della sua vita gli erano sfilate davanti, ogni cosa in fondo era stata mossa da loro. A ognuna aveva regalato un pezzo di cuore e tutte lo avevano ferito. Ma anche lui le aveva ferite. In ogni caso tutte lo avevano ispirato: Eva, Brunilde, Elsa, Elisabeth, Isolde e Kundry… Cosa sarebbero state le sue opere senza quelle figure? Cosa sarebbe stata la sua vita senza quelle presenze?
Capitolo XX Meine Uhr!
È il 10 febbraio 1883, Verdi è appena giunto a Venezia, ufficialmente per assistere alla prova del Don Carlo, ma con il segreto intento di provare l’ouverture della nuova opera a cui sta lavorando da alcuni anni con la massima discrezione: lo Jago, ovvero quello che presto prenderà il nome di Otello. Wagner lo viene a sapere e, sebbene sofferente di attacchi cardiaci, si presenta in incognito a Verdi chiedendogli di poter assistere alla prova.
Questo è il punto di partenza di Verdi contro Wagner, un romanzo che immagina l’incontro tra i due maggiori compositori dell’Ottocento.
Nella realtà quell’incontro non avvenne mai. Il Don Carlo non fu rappresentato quell’anno a Venezia, la Contessa Maffei non era a Venezia, la Stolz non fu convinta da Verdi a tornare sulle scene dopo la Messa da Requiem del 1878… Allora cosa c’è di vero? Più che al vero ho puntato al verosimile, tutti quei fatti sarebbero potuti accadere senza che all’epoca nessuno ne rimanesse particolarmente stupito. Per esempio Verdi non eseguì segretamente l’overture dell’Otello, però è vero che per diversi anni durante la scrittura dell’Otello mantenne un riserbo assoluto (i giornalisti si insospettirono quando si accorsero che Boito andava a trovarlo con eccessiva frequenza a Sant’Agata), ed è vero che scrisse l’overture ma poi la espunse per i motivi simili a quelli che ho riportato nel dialogo con Giuseppina. Anche l’idea dell’esecuzione segreta non è così peregrina, dato che lo stesso Wagner fece eseguire segretamente proprio alla Fenice di Venezia, pochi mesi prima, una sua sinfonia giovanile in occasione del compleanno della moglie Cosima.
Altre piccole curiosità. La scena in cui Wagner rimane disgustato dallo sgozzamento di un pollo non avvenne con Verdi presente, ma è vero che Wagner rimase disgustato passando davanti a una macelleria di Venezia e decise che non sarebbe più passato per quella via (lo riporta Cosima in una pagina del suo diario). Wagner infatti, influenzato dall’induismo, divenne vegetariano, mentre Verdi nel tempo libero si dilettava di agricoltura e allevamento, perciò la possibilità di immaginare un dialogo su questo tema era per me troppo ghiotta.
– Un semitono non è “niente”? Un semitono può cambiare un accordo dal maggiore al minore. Un semitono può cambiare una melodia dal giorno alla notte. Io non vado a spostare i semitoni dalle melodie altrui e gradirei che anche gli altri se ne astenessero. Già ci pensano i cantanti a storpiarle, mancava che ci si mettessero anche i pianisti…
Capitolo II Clarina
La questione del semitono “aggiustato da Liszt nella parafrasi del Rigoletto l’ho appresa alla radio dal Maestro Campanella. Non è noto se effettivamente Verdi se la prese a male e nemmeno se ne venne mai a conoscenza, però considerando la suscettibilità di Verdi e la cura che metteva nella scelta di ogni singola nota ho pensato che non fosse inverosimile una reazione del genere.
Il cameriere Giorgio è un personaggio di mia invenzione, così come il ragazzino dei vini e il medico della peste. Non sappiamo se Verdi chiamò qualche suo personaggio con il nome di un amico cameriere (perché no?), ma sicuramente il cameriere della Traviata si chiama Giuseppe, e non mi stupirei se dietro quel nome ci fosse stato un sottile sorriso di fierezza di Verdi per le sue umili origini.
Tra le sottotrame che ho aggiunto in questa versione estesa del romanzo – aumentata di circa la metà rispetto alla precedente – c’è anche la questione del libretto. In particolare è vera l’irritazione di Verdi per le parole di Boito riportate da un giornale secondo cui Boito si sarebbe dispiaciuto di non poterlo musicare lui stesso. Verdi, arrabbiatissimo, fu sul punto di restituirgli il libretto… nel romanzo ho solo condensato la cronologia dei fatti in pochi giorni per ovvie esigenze drammaturgiche.
In questi post ho raccolto la sfida “Una pagina, un aneddoto”
Dell’editing (curato da Officine del Testo) e della questione editoriale della nuova versione ne ho parlato su Instagram in alcune storie salvate.