Assieme al Macbeth diretto da Muti, questo Zauberflöte è senz’altro tra le migliori cose che abbiamo visto all’opera di Roma in questa stagione. Si torna a casa rinfrancati dopo un’esecuzione del genere, quando direttore, cantanti e regia offrono una lettura così convincente di una grande partitura. Poche ore fa c’è stata la première, le repliche continueranno fino al 1 aprile.
Non si tratta di una una nuova produzione, ma della regia realizzata da David McVicar per il Covent Garden di Londra nel 2001, e ripresa oggi dal canadese Daniel Dooner. Papageno è in abiti moderni, mentre il resto della messinscena guarda al ‘700 ma “senza troppa cipria”, cioè in maniera abbastanza sobria. Molto belle le scenografie, soprattutto la luna nel primo atto, e il sole che appare nel finale assieme ad una pioggia di stelline dorate.
Insomma, tutto all’insegna della tradizione, a parte una Papagena in versione un po’ piccante ‒ prima vecchia prostituta, poi giovane piena di “verve” ‒ comunque nei limiti del buongusto, e sempre con molta ironia. In particolare la scena finale in cui si ritrova col suo Papageno, ha suscitato un entusiastico applauso a scena aperta: merito anche della bella Sibylla Duffe e dell’ottimo Markus Werba (Papageno) ‒ quest’ultimo tra i più applauditi nel finale. Ma la vera reginadella serata è stata Pamina, il soprano Hanna-Elisabeth Müller, che ha esibito una voce davvero bella e potente, in grado di riempire completamente il teatro. L’altra “regina”invece, ovvero Die Königin der Nacht,Hulkar Sabirova, benché nel primo atto non avesse sfigurato, nell’aria più attesa, Der Hölle Rache, ha avuto sensibili problemi e ha dovuto incassare i sonori “buu” dei loggionisti. Ma questo è stato l’unico neo della serata, tutto il resto del cast è stato giustamente applaudito; in particolare va ricordato il basso Peter Lobert nel ruolo di Sarastro ‒ imponente sia nella presenza che nella voce ‒, e il bravo Juan Francisco Gatell in quello di Tamino (ma si sa, in Mozart i tenori stanno sempre un passetto indietro rispetto ai bassi…)
Concludo con due parole sull’opera. Questa è l’opera più “massonica” di Mozart, e per certi versi stupisce che il cattolicissimo Amadeus abbia aderito ad un tale movimento, soprattutto considerando il famoso precetto evangelico: «Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce». La massoneria, io credo, la si può considerare in tre modi diversi: ridicola, se la si guarda nelle sue stranezze e nel gusto un po’ infantile per il mistero; affascinante, se la si prende sul serio, come un’associazione di uomini che si prefigge di ricercare un fine più nobile nella vita; inquietante, se si pensa alle possibili deviazioni che può prendere una loggia segreta di amici che si “aiutano” tra di loro. Mozart oscilla tra il primo e il secondo sentimento, cioè opta per una chiave a tratti nobile e drammatica, a tratti giocosa e favolistica (la mia impressione è che risulti più convincente in quest’ultima, ma è solo una mia opinione). Ècomunque probabile che Mozart sia diventato massone più per necessità economiche che per convinzione.
Un’altra chiave di lettura di quest’opera ‒ che secondo me aggiunge qualcosa quando la si ascolta ‒ è la data di composizione: settembre 1791. Si può prendere perciò il Flauto magico come un testamento spirituale, in particolare risulta toccante quella frase, verso la fine, dove Tamino, Pamina e i due armigeri cantano:
«Grazie alla potenza della musicacamminiamo lietiattraverso la notte tetra della morte».
Mozart, che verso la morte nutriva questo stesso sentimento, morirà soltanto due mesi dopo.
Il cast completo:
| Direttore | Erik Nielsen |
| Regia | David McVicar |
| Maestro del Coro | Roberto Gabbiani |
| Scene e costumi | John MacFarlane |
| Luci | Paule Constable |
| Movimenti coreografici | Leah Hausman |
Interpreti
| Sarastro | Peter Lobert |
| Tamino | Juan Francisco Gatell / |
| Pavel Kolgatin 28, 30 | |
| Sprecher | Detlef Roth |
| Erster Priester | Saverio Fiore |
| Zweiter Priester | Michael Kranebitter |
| Königin der Nacht | Hulkar Sabirova 27/ |
| Sirkka Lampimäki 28, 30, 1/ Audrey Luna 29, 31 | |
| Pamina | Hanna-Elisabeth Müller / |
| Ekaterina Sadovnikova 28, 30 | |
| Erste Dame | Sarah-Jane Brandon |
| Zweite Dame | Romina Tomasoni |
| Dritte Dame | Nadežda Karyazina |
| Papageno | Markus Werba |
| Papagena | Sibylla Duffe |
| Monostatos | Kurt Azesberger |
| Erster Geharnischter Mann | Alexander Kaimbacher |
| Zweiter Geharnischter Mann | Scott Wilde |
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA
Allestimento del Royal Opera House Covent Garden
In lingua originale con sovratitoli in italiano
Allestimento del Royal Opera House Covent Garden
In lingua originale con sovratitoli in italiano

Io ho saputo che la Regina della Notte oltre a essere stata fischiata è stata anche cacciata e sostituita… è vero?
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Sì è vero, grazie della segnalazione, Hulkar Sabirova è stata sostituita da Audrey Luna nelle recite del 29, 31; ora ho aggiornato il cast.
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Audrey Luna era fantastico! La migliore regina che abbia sentito mai
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Grazie per la segnalazione!
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Chi sa se, quando e dove rimettono in scena il flauto magico di mozart?! Sono alla disperata ricerca avendo perso le date di ROma… Grazie!
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Considerato l'esiguo numero di opere rappresentate all'Opera di Roma, temo bisognerà aspettare qualche anno per riavere il Flauto magico al Costanzi. Tuttavia d'estate mettono in scena opere in altri luoghi, con scarsissimi mezzi, ma spesso si trovano cantanti giovani molto bravi (a luglio ho visto proprio il Flauto magico e non era male). Fuori Roma non le so dire, provi a cercare su Helloticket.
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