Un esempio di come NON fare giornalismo

«Che cos’è, una baruffa tra fustigatori? Una gara della purezza, e c’è sempre uno più puro che ti epura?» Comincia con questa domanda retorica l’articolo di Mario Ajello, che trovate per intero sul Messaggero on-line di oggi.
 
Questo articolo — basato su pochi fatti ma imperlati di molte opinioni — è l’esatto opposto di quello che dovrebbe essere il resoconto imparziale di un giornalista corretto.
A prescindere da ciò che sostiene il giornalista ‒ su cui si può concordare o meno ‒ voglio analizzare brevemente il suo articolo scindendo i fatti dalle opinioni.
Ecco come riporta l’opinione di Di Pietro:
«La differenza tra me e lui, è una sola» (o una sòla?, ndr). «Io critico ma voglio costruire un’alternativa, lui mira a sfasciare tutto e basta»

Arguto il commento tra parentesi, complimenti! A che serve? cosa aggiunge? Ma osserviamo come continua:

E Di Pietro in cambio si prende un «vaffa», tipico dell’eloquio del comico barbuto? Quasi. «Le parole di Di Pietro mi lasciano sbigottito – risponde Grillo – e spero che sia stato un lapsus. Da lui, proprio da lui, non me lo aspettavo».

Notare come il giornalista introduce la risposta di Grillo: con una ipotesi dell’irrealtà che viene ‒ secondo Ajello ‒ soltanto sfiorata, quando poi dal virgolettato successivo chiunque può constatare che di quel «vaffa» non c’è neanche l’ombra. È superfluo dire che un giornalista corretto avrebbe semplicemente riportato la risposta di Grillo senza commenti.

Infine il nostro commentatore-giornalista apostrofa i due contendenti i questo modo:

Tonino Robespierre e Beppe Savonarola

Divertente, ma troppo facile. È troppo facile dire a una persona “sei troppo critico” senza entrare nel merito di nessuna critica. È anzi paradossale accusare di qualunquismo una persona, condannando tutto quello che essa dice senza entrare nel merito di nulla ‒ appunto qualunquisticamente ‒, ma citando opportunamente le parole di altri (come fa Ajello nel seguito dell’articolo citando altri politici). Se il signor Ajello volesse scrivere un articolo serio per dimostrare la sua tesi, dovrebbe prendersi la briga di riportare punto per punto le parole di Grillo e Di Pietro e poi mostrarci per filo e per segno in cosa sono qualunquiste. Altrimenti sono solo chiacchiere da bar.

Pubblicato da Marco Pizzi

Sono nato a Roma nel 1981, dopo il Ph.D. in astrofisica nel 2009 ho iniziato la mia carriera di scrittore con romanzi e testi teatrali. Ho vinto diversi premi tra cui la Segnalazione speciale Vittorio Giovelli per il dramma Solo con Falcone. Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon.

2 pensieri riguardo “Un esempio di come NON fare giornalismo

  1. Caro Marco come stai? sono perfettamente d'accordo sul fatto che il giornalista deve essere imparziale ma purtroppo non rientra nel nostro modello di giornalismo.L'obiettivo dei giornali a partire dall'Ottocento nell'Europa meridionale era l'espressione di idee letterarie e politiche. Lo stile del giornalismo italiano prevede il commento e la valutazione….. Ciaoooooooooo Alessandro

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Alessandro Rigoli Cancella risposta